Arbitrato: il gran finale

Eccolo qui, un finale degno di un dramma shakespeariano.
Dalla mannaia che doveva azzerare il calcio italiano, alla pagliacciata dell’altro giorno.
Giù il sipario, applausi. Fine.

Eccolo qui, un finale degno di un dramma shakespeariano.
Dalla mannaia che doveva azzerare il calcio italiano, alla pagliacciata dell’altro giorno.
Giù il sipario, applausi. Fine.

Le bellezze brasiliane attendono Adriano.
Milano si sa, è una città brutta, grigia e soprattutto stressante. La soffrono un po’ tutti, e non basta
qualche locale figo e le sfilate di alta moda per farsi passare il disagio.
Se poi si gioca nell’Inter il disagio aumenta. E’ quindi giusto lasciare tutte queste brutture e andare dove il sole è sempre caldo per rigenerarsi anima e corpo.
Adriano è dai tempi di Parma che è andato in calando, subendo un’involuzione calcistica da pelle d’oca. La lettura della sua situazione pietosa è stata data da tutti e con tutti i tipi di spiegazione. Adesso si dice che sia depresso e “non ci sia con la testa“. Gli manca una vacanza vera, che non è riuscito a fare, poverino, dopo i mondiali di Germania.
Poverino un cazzo!

In dettaglio la carriera del mister giallorosso
Dopo un sorprendente inizio di campionato, il Messina di Giordano cede in casa contro un Livorno ben messo in campo, ma che tutto sommato non ha fatto vedere nulla di galattico. Poco male, si dirà, capita la giornata storta, si sa, gli episodi, la sfortuna, la bravura dell’avversario nel cogliere il momento giusto nell’affondare il colpo… ma…c’è qualcosa che sfugge. C’è qualcosa che CI sfugge dei nuovi contesti e dei nuovi equilibri che si delineano nella massima serie, se buona parte della stampa sta dipingendo le lodi di quello che sembra a tutti gli effetti il nuovo fenomeno del calcio italiano: Bruno Giordano, tecnico del Messina!

L’Inter di Firenze è già un ricordo.
Il titolo non poteva che essere questo. Un’estate di grandi acquisti nell’outlet della Juventus retrocessa, il Milan penalizzato, non potevano che far pensare ad una stagione tutta in discesa: mani salde sul campionato e rabbia e grinta per la conquista della Champions League.
Nulla di tutto ciò. Tolto il primo tempo spumeggiante contro la Fiorentina, siamo tornati al solito livello (basso) dei nerazzurri. Grandi campioni che girano per il campo senza automatismi e senza l’idea vera di un gioco. Sembra quasi che il signor Mancini sia appena arrivato in quel di Appiano Gentile e sia ancora nella fase di conoscere i singoli elementi per poterli inserire nelle sue idee di gioco.

Guido Rossi, commissario di calciopoli ed ora successore a sorpresa di Tronchetti Provera al timone di Telecom
Complimenti! Neanche David Lynch avrebbe potuto elaborare una trama così imprevedibile ed efficace. Pensavamo, ingenui, che il cerchio si fosse chiuso con la spartizione… pardon, l’assegnazione dei diritti TV riguardanti la serie B, ma ci sbagliavamo. “Su con la vita, c’è sempre il peggio”, ama declamare un mio caro amico e mai come stavolta, ha ragione. Non più tardi di due giorni fa, in piena bagarre “Telecom”, ovvero piani segreti, scorpori e quant’altro, SKY versa 152 milioni di € nelle casse di Tronchetti Provera per accaparrarsi le ultime squadre di serie A di cui ancora non possedeva i diritti delle partite casalinghe. Saldi di inizio stagione!
Chiariamo subito, a scanso di equivoci: a noi non interessa la politica, sebbene nel calcio moderno si possano facilmente intuire malcelati interessi reciproci, né simpatie verso questa o quell’altra squadra. Però, le dovute riflessioni vanno fatte.

E’ passata la nottata. Ora che tutto è risolto si torna a giocare al calcio. Ma è un giorno triste per chi come me ama il gioco calcio e si sarebbe aspettato che questa magica e tormentata estate avesse stabilito un inequivocabile spartiacque fra un “prima” ed un “dopo”. Il “prima”, quello degli scandali, del calcio manovrato al telefono da uomini di malaffare, delle TV che con i loro soldi soggiogavano la Lega Calcio a logiche ed interessi privati, quello delle squadre quotate in borsa, ultima frontiera della sciaguratezza. Il “dopo”… ecco, appunto, il dopo?
Con l’assegnazione dei diritti TV della serie B si è chiuso il cerchio della farsa “calciopoli”. Con la Juve in B, unica squadra davvero punita per i gravi illeciti, Mediaset si prende una bella fetta di torta. Gli ex-campioni d’Italia non possono più vantare il contratto più oneroso in assoluto e andranno in esclusiva, in casa e fuori, su Mediaset Premium. SKY, ovviamente, si “accontenta” della serie A e della restante fetta di torta della B. Sportitalia si prende il suo bel digitale e per ora, sta apposto. In seno alla Lega Calcio, non solo non è cambiato nulla a livello di istituzioni ed equilibrio di poteri, ma sul trono ci hanno messo un vecchio lupo di mare, una persona fidata! I vari Galliani, Della Valle, Lotito, mentre Gaucci continua a starsene in vacanza a Santo Domingo, se ne escono belli tranquilli, mentre gli arbitri non diventano professionisti e restano alla mercé dei potenti. NON E’ CAMBIATO NULLA! Anzi, la volete sapere la chicca? L’unico arbitro condannato a quasi un anno di squalifica è Paparesta, reo di non aver denunciato le pressioni di Meani, addetto agli arbitri del Milan. Praticamente un capolavoro di coerenza della giustizia sportiva! Ecco, questo è il “dopo”. Tutto è stato fatto in nome dei diritti TV e meglio di così non poteva andare… lo potete constatare tutti che c’è qualcuno che ci ha guadagnato tantissimo! Non è bello.
Fatte queste considerazioni, il sottoscritto, che si era autocondannato alla serie C, si ripromette di scrivere e commentare proprio il torneo che resta ai margini del regno delle TV. Del resto, se guardate soprattutto al girone B della C1, vi accorgerete che ci attende una stagione a livelli forse mai visti in terza serie! La torta la lasciamo ai corrotti!
No Al Calcio Moderno

Inter campione d’Italia 2005/06!
Nella serie infinita di “l’avevo detto che era l’anno dell’Inter“, mi ci metto anch’io che in tempi non sospetti puntavo sulla banda di Mancini.
Dopo 17 anni una beffa del genere non ci voleva: caro Moratti, il rifiuto di questo finto scudetto ti avrebbe dato la gloria eterna, ed invece sei caduto anche tu nelle grinfie di calciopoli. Questo scudetto è il solo frutto di tribunali, Fifa e tante chiacchere da popolino del bar sport.
Perchè festeggiare adesso? Per poter scrivere “14” nella bacheca?
Scudetto dell’onestà sento dire in giro, e forse è anche vero, ma nessun’altro valore può avere. Le sentenze da baraccone aggiungono anche questo tassello per il botto finale.
Moratti, il buon gusto non ti manca, non cucirlo sulle nuove maglie.

Totò, Alberto Sordi e Andreotti: la nostra bella Italia.
Ho aspettato un paio di giorni, prima di scrivere qualcosa su moggiopoli, per riuscire a capire fino a che punto ci hanno preso per il culo. Posso dire che il livello è molto alto.
Parecchie sono le considerazioni da fare ed è pure difficile stabilire quale sia più importante di un’altra.
Juve, Milan, Fiorentina, Lazio, tutte protagoniste di un sistema che, a detta di Borrelli, era malato e marcio nella sua totalità, quindi queste quattro squadre pagano un po’ per tutte. Non mi soffermo sulle singole sentenze perchè avrete già letto tutti i commenti possibili e immaginabili.
Questo scandaletto ci da una sola certezza: l’Italia non potrà mai cambiare. Che si tratti di sport, politica, tutto in qualche modo si aggiusta. Se Andreotti è ancora là, figuriamoci un piccolo topino come Moggi.
Ciò che mi dà più sconforto non sono le singole pene ai club, quanto i burattinai del nostro pallone. Su tutti spicca il signor Carraro, che invece di sparire dalla faccia della terra, pagherà, una multa per divieto di sosta e tutto sarà come prima.
Lo stesso vale per tutti gli altri personaggi coinvolti nel processo: doveva essere fatta pulizia? Non è stato così. Ognuno al proprio posto, proprio come prima.
Questo è il vero scandalo del nostro calcio moderno, quello che dovrebbe far smettere di avere passione per uno sport bellissimo, rovinato da dei teatranti. C’era l’opportunità concreta (intercettazioni chiare e solari) di fare piazza pulita di tutto e tutti, eravamo ad un soffio dalla svolta vera e invece siamo tornati ai tempi della Democrazia Cristiana e del suo potere onniscente su tutto e tutti.
Ma dopo tutto questo, chi me lo farà fare di andare ancora allo stadio a prendere freddo, soffrire per la mia squadra, seguirla in trasferta facendo i chilometri e soprattutto spendendo tanti soldi? Chi mi dice che sarà tutto regolare dall’anno prossimo? Chi mi ridarà la gioia di vedere dal vivo le giocate di Kakà, le parate di Buffon e le punizioni di Totti? Tutto diventa plastificato e perde di valore a questo punto e non so se avrò ancora voglia di essere parte di questo circo itinerante, se alla cassa ci saranno ancora Moggi, Galliani, Carraro, Giraudo, Lotito, Pairetto, Bergamo, Della Valle e i vari presidenti, vecchi e nuovi, che mi faranno il biglietto per assistere ad uno show, in cui l’unica novità sarà il super-spot prima di ogni gara?
Vogliamo veramente questo spettacolo?

Tutti uniti per il bene del calcio…
“Un conto è beccare un operaio, un impiegato qualsiasi con le mani nella marmellata, un conto è scoprire il presidente del governo del calcio, com’è avvenuto nel caso di Galliani. Certi dirigenti non possono, e non dovrebbero, fare certe telefonate pericolose“.
Il caro Zamparini, lo sappiamo, non è nuovo ad uscite di questo tipo, quindi non sorprende più di tanto la cosa. Sorprende invece che meno di un anno fa, pur di accaparrarsi i soldi della pay-tv fosse culo e camicia con gli altri due signori della foto.

A Maggio era il 29° scudetto, adesso è Serie B.
Si legge qui che la Juve vorrebbe indietro almeno l’ultimo scudetto, perchè conquistato solo col sudore dei suoi giocatori, senza tranelli o giri di telefonate.
Mi limito solo a fare una considerazione di massima: ma secondo voi un sistema così ben oliato come quello messo in piedi dal signor Moggi, che da anni dava i suoi bei frutti, perchè mai si sarebbe dovuto interrompere proprio l’anno scorso?

I colori sono quelli di Fiorentina, Lazio, Juve e Milan; sentenza salomonica
Abbiamo scherzato. Tutto sommato si è trattato di un piccolo scandaluccio. Si, qualche telefonata, due rolex, linee segrete, trapianti di capelli… niente di così grave da giustificare una rifondazione del calcio. Basta fare contenta SKY, allontanare dal calcio i personaggi più in vista per qualche tempo, fino a quando le acque non si siano calmate, condannare due arbitri per fare da esempio ed il gioco è fatto! Neanche il designatore, Paolo Bergamo, sono riusciti a radiare! “Pezze a colori” sono le uniche parole che mi vengono in mente per commentare questa sentenza. Palese che chi ci rimetta alla grande sono tutti gli sportivi ed amanti del calcio. Hanno scherzato. Ci hanno fatto credere che l’avevano combinata grossa, invece era solo una farsa. Ci godiamo un paio di campionati surreali su SKY, qualche anno di pazienza e poi ci ritroveremo gli stessi personaggi alla guida del carrozzone. Questa gente la vogliamo FUORI per sempre!
->continua

Il nuovo presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli.
Copio e incollo dal sito ufficiale della Juventus:
Appresa la sentenza della Commissione d’Appello Federale che ha disposto per la Juventus la retrocessione in serie B con 30 punti di penalizzazione, il presidente Giovanni Cobolli Gigli ha dichiarato: “È inaudito. Da un tribunale composto da giuristi di questa caratura ci aspettavamo una sentenza equilibrata, sia nella forma che nella sostanza. Evidentemente le nostre aspettative sono state mal riposte. Queste sentenze sono il segno di una volontà di colpire la società con eccessiva durezza. Non comprendiamo la differenza di metro di giudizio applicato ai casi esaminati. Come dimostrato ampiamente dai fatti, gli episodi sotto osservazione della giustizia sportiva per la Juventus sono assolutamente comparabili a quelli contestati alle altre squadre. Con la differenza che nel nostro caso si tratta di due sole partite. In questo momento la nostra priorità è dunque tutelare l’interesse dei nostri tifosi e dei piccoli azionisti, e lo faremo subito impugnando la sentenza davanti al Consiglio Federale.”
Inaudito che non sia stata retrocessa alla serie D. Le DUE (2) partite o gli ultimi 20 anni di truffe? Vergogna!

Considerazioni a caldo dopo le sentenze.
Una cosa mi rimane oscura su tutte: in che modo i giudici hanno deciso per una pena più o meno dura alle varie squadre. C’era un metro di giudizio equo e dei parametri/regole a cui attenersi per le retrocessioni o tutto era lasciato alla libera interpretazione, un po’ come avviene per i falli in campo?
Non risolto questo quesito, passo oltre e penso alla Juve. La serie B era la minore dei mali che potessero dare ai bianconeri, ma allora perchè non retrocederla subito in C invece che dare questi 30 punti di penalità, con cui, quasi sicuramente, per altri 2 anni non vedrà la luce della massima serie?
Fiorentina e Lazio volevano fare le furbe, ma i dirigenti lo sono stati molto poco, essendosi messi davanti a tutti come protagonisti delle telefonate. Una bella commedia all’italiana come solo il buon Alberto Sordi sapeva raccontare.
Infine il Milan, la squadra salva, per modo di dire, da tutta la burrasca telefonica. Permanenza in serie A, ma si parte da un bel -15 punti e senza Champions League. Per i rossoneri le telefonate hanno inciso molto poco nella sentenza. Maggiore è stato il peso che si è dato al potere oligarchico che Galliani ha esercitato in questi anni di presidenza di Lega, uniti alle sparate del presidente, che invece di chiedere 2 scudetti, avrebbe fatto bene a tacere, una volta tanto.

Spider-Moggi, in tutti i cinema.
Ieri sera dovevo fare una scelta alle ore 21, vedere Spagna-Francia, o l’intervista su RaiTre a Luciano Moggi. Non ho resistito. Il gossip ha preso il sopravvento sul calcio giocato in diretta e in chiaro.
Da questo blog si è sempre detto che si vorrebbe parlare solo di quello che succede sul prato verde e non nei tribunali, però anni di stadio e freddo rubati da questo signore, non potevano passare in secondo piano, anche se già sapevo che non avrebbe detto nulla di imprevisto o che avesse fatto rivelazioni da pentito.
Per mezz’ora buona di intervista è saltato da un palazzo all’altro con un’abilità che l’eroe mascherato della Marvel gli invidia. Precisazioni, correzioni, nuove versioni dei fatti, risatine e verità che solo lui poteva spiegare in quel modo.
Nella storia del teatro greco o elisabettiano, il ruolo di Luciano Moggi, sarebbe stato quello del pazzo, o più elegantemente detto fool, colui il quale, attraverso la sua poca, apparente, aderenza alla realtà e alla sua follia, spiega agli spettatori cosa succede sulla scena e dà loro la morale della commedia/tragedia.
Moggi come Falstaff nel Re Lear, perchè ci dice la verità, ma anche come SpiderMan perchè riesce ad arrampicarsi sugli specchi con tanta abilità, proprio come il personaggio mascherato.
Niente di nuovo quindi, solo un’ulteriore conferma che Lucky Luciano è come uno dei tanti boss mafiosi, omertosi fino alla morte, e dal pianto facile quando si parla della propria “famiglia“.
Non ti vogliamo più vedere!

Paolo Bergamo mostra a tutti che non c’è trucco e non c’è inganno.
A fianco il “dono” ricevuto da Moggi.
“Me lo consegnò probabilmente tra dicembre 2004 e gennaio 2005. Il telefono aveva una scheda di nazionalità sicuramente non italiana. Mi viene chiesto attraverso quale azione materiale io effettuavo la ricarica della scheda telefonica ed io rispondo che, su indicazione di Moggi, digitavo un codice numerico sull’utenza cellulare sapendo che attraverso questa semplice operazione la scheda veniva ricaricata. Ignoravo, quindi, quale fosse poi la persona fisica o giuridica che si accollava in quel momento la spesa per la ricarica“.
“[…]anche Pairetto era dotato di un’utenza riservata che utilizzò pochissimo per comunicazioni con me“.
“Non mi diede spiegazioni particolari o, non ricordo che vi furono delle spiegazioni al momento in cui mi fu data l’utenza riservata. Moggi, in altri termini, mi consegnò il telefono prospettandomi la possibilità di essere chiamato su tale telefono. Si trattò di una leggerezza comunque utilizzai l’apparecchio non molte volte“.
Come dargli torto: è stata solo una leggerezza. Lo aveva detto anche Capello di Moggi.