CaLCiO MoDeRnO

July 21, 2006

Il Santo

Argomento: Nazionale, Il Caso, Germania 2006 - Matteo F. @ 19:54 pm


Zidane era “Il Calcio”, Materazzi un santo.

La sentenza Fifa ha fatto arrabbiare tutti i tifosi paesani: perchè colpire anche il povero Materazzi, angelo in terra, mai provocatore e sempre corretto con tutti i suoi avversari?
Forse il gran caldo di questi giorni ha dato alla testa anche i vertici Fifa, che hanno pensato che il povero Marco, nel corso degli anni, sia stato un killer delle aree di rigore di tutta Europa, sempre tra i primi nella speciale classifica del Fair Play, mai sleale e capace di risolvere “certe situazioni” davanti agli occhi dell’arbitro.

July 10, 2006

Un mondiale GROSSO così! Campioni!

Argomento: Nazionale, Germania 2006 - Giuseppe L. @ 13:19 pm


24 anni dopo! Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!

Fabio Grosso, l’artefice dell’impresa contro la Germania e rivelazione del Mondiale si appresta a calciare il rigore decisivo. Pochissimi secondi col fiato sospeso ci dividono da un’incredibile notte di festa o da un mesto e triste arrivederci ai sogni di gloria. Con quello sguardo da ragazzino di provincia, lontano dagli scandali e da ingaggi stratosferici, con quel ghigno da bambino davanti ad un bel barattolo di nutella fresca, no, no, Fabio non può sbagliare! L’urlo che era rimasto in gola in quella maledetta finale del 2000 esce straziante da ogni ugola, da ogni finestra, da ogni città, con gli interessi! Gli interessi di una vendetta che, com’era di rito, abbiamo consumato fredda! Si, perché colui che ci aveva condannato con un beffardo golden gol 6 anni fa, David Trezeguet, manda la palla a sbattere sulla traversa dagli undici metri e ci concede quel vantaggio che mai nella vita i nostri avrebbero dissipato. Un rito consumato e purificatore, un rito che comincia e si riversa in tutte le piazze italiane. Un rito che purifica e rigenera una società intera, come nelle migliori tradizioni tribali. Ci sono tutti gli ingredienti: una tensione accumulatasi in 24 anni; un popolo intero raccolto intorno al totem virtuale che è la televisione; la vittima sacrificale, Trezeguet e se vogliamo lo stesso Zidane, “vittima” di un raptus non degno del professionista che è e rimane; infine, l’innocenza, concentrata in quello sguardo di Fabio, elemento fondamentale che convalida il rito. Sarà pure un gioco, ma intorno al calcio si ritrova un paese che pareva diviso. Ci sono cose più importanti nella vita, ma il valore simbolico e rituale di questa vittoria rischia di farci uscire da un limbo ideologico e sociale in cui più o meno consapevolmente ci eravamo cacciati. Così la festa contagia ogni strada, ogni angolo, ogni piazza ed ogni fontana, dando il via ad una vera e propria notte bianca. Una notte bianca spontanea, non organizzata e sponsorizzata, anzi una notte bianca, rossa e verde! Poco conta che questo sia stato il mondiale delle difese, che i giocatori decisivi siano stati quelli in cui Lippi per lo meno inizialmente non pareva credere, che siamo stati in parte aiutati da un calendario favorevole, che non sempre abbiamo meritato il risultato finale. Non ci interessa più. In definitiva i giocatori migliori, checché ne dica la FIFA sono stati Buffon su tutti, anche ieri decisivo su Malouda e Zidane, Cannavaro, più insuperabile di un tonno, Materazzi, in gol anche ieri e sempre preciso (il rigore era molto dubbio); naturalmente Grosso, che ci ha accompagnato sull’Olimpo con quel rigore sotto l’incrocio dei sogni, Zambrotta, che quando mette la freccia non ce n’è per nessuno, Pirlo, lavoro oscuro, ma sempre decisivo, Gattuso, mastino rognoso e via via gli altri (fuori da ogni ipocrisia, non mi sento di fare un elenco celebrativo). Era giusto così. Del resto, c’erano i Ronaldinho, i Beckham, i Riquelme i Ballack, ma hanno deluso, non è mica colpa nostra! Era il mondiale delle difese e noi abbiamo avuto i giocatori migliori del mondo, perciò questa coppa ce la prendiamo con merito! Alla festa abbiamo partecipato tutti, dai credenti della prima ora ai redenti dell’ultim’ora, non importa, conta che questo pallone ci abbia uniti tutti sotto la stessa bandiera. Oggi e non dopo le elezioni, si può dire che siamo un Italia diversa. Un’Italia che ti guarda e ti sorride, che si coccola la pizza e gli spaghetti, che si riscopre consapevole, spinta da un popolo di lavoratori, creduloni, scaramantici, farfalloni, scommettitori, gioiosi commedianti, artisti, pensatori e allenatori. Per concludere va fatta una dedica a Pessotto, la cui carica emotiva ha contagiato parecchi dei nostri calciatori e soprattutto a tutti gli italiani residenti all’estero, che da ieri sera si sentono ancora più degni dei valori nazionali che si portano dietro, gente che soffre ogni giorno sui luoghi di lavoro e che ha sofferto fino a ieri davanti alla TV sperando che il pallone li gratificasse e così è stato. Come si dice, il pallone è rotondo, ma se rotola dalla nostra parte… è più bello!

July 5, 2006

Italia-Germania 2-0, un’impresa epica

Argomento: Nazionale, Germania 2006 - Giuseppe L. @ 13:13 pm


Ieri Tardelli, oggi Grosso, Italia-Germania finisce in trionfo

Si, quando la scaramanzia non è mai troppa. Qualche post fa avevo criticato la nazionale paventando l’uscita in semifinale, ma anche implorando gli dei del calcio di smentirmi. Ci ha pensato, per la seconda volta, Fabio Grosso. Si era detto di tutto, la prova del nove, la finale anticipata, la fine o l’inizio del sogno, ma Italia-Germania è molto di più di una semifinale mondiale. Inevitabile pensare ai nostri connazionali lì residenti, che in questi casi diventano improvvisamente camerieri e pizzaioli “a tradimento”, ma anche impossibile non pensare ai precedenti, che ci vedono quasi sempre vincenti. La semifinale del 70 ormai è storia, come pure la finale dell’82. Italia-Germania è come Argentina-Brasile per il Sudamerica, l’idea stessa della competizione calcistica nell’immaginario collettivo europeo. Vincere questa partita è comunque un’impresa. E come per qualsiasi impresa che si rispetti, bisogna soffrire fino alla fine per poi lasciare andare l’urlo liberatorio sul terrazzino, in piazza, in ufficio, in macchina, in treno, ovunque, anche a Gaza. Si, perché solo il calcio poteva offrire a palestinesi e israeliani poco più di due ore di tregua in una guerra assurda. Abbiamo visto le immagini dei maxischermi nelle piazze di Gaza (RaiNews24) e ci siamo commossi. Giocate a pallone, non fate la guerra, verrebbe da dire.
->continua

July 1, 2006

A casa

Argomento: Germania 2006 - Matteo F. @ 23:11 pm


Lo spettacolo sugli spalti è finito…

…quello in campo non era mai iniziato.
I tanti fenomeni e palloni d’oro, incensati dalla stampa ignorante, non hanno regalato gioie, nemmeno una, per tutto il mondiale.
Da domani però tutti quelli che “io l’avevo detto” spunteranno fuori come funghi, anche se fino a ieri “il Brasile è il più forte, imbattibile e favorito“.
Scommettiamo?

June 30, 2006

Italia: fortuna, ma non solo

Argomento: Nazionale, Germania 2006 - Matteo F. @ 23:13 pm


Italia-Germania: la sfida è già iniziata.

Mi sto convincendo, a poco a poco, che, forse, questa Nazionale non è poi così scarsa.
L’Ucraina non sarà stata un’avversaria paurosa, però segnare nei momenti di difficoltà e sfruttare le poche occasioni da rete create, è nel DNA delle squadre che possono diventare grandi.

In una competizione secca come il Mondiale, dove un solo errore può costare caro, non farne significa già partire con un po’ di vantaggio. Se pensiamo come hanno passato il turno la Germania stessa, nostra prossima avversaria, o il Brasile agli ottavi, c’è da cominciare a credere che l’Italietta di Lippi, poi così striminzita non sia.

Mi voglio sbilanciare e dico, nonostante io sia contro la Nazionale e il suo allenatore, che potrebbe essere la volta buona.

June 26, 2006

Rigore è quando arbitro fischia!

Argomento: Nazionale, Germania 2006 - Matteo F. @ 23:54 pm


Totti usa il coltello per portare l’Italia ai quarti.

Una Nazionale buona nel primo tempo, ma imbarazzante nel secondo. Ok erano uno in meno, però l’Australia non ha impressionato come il PSV contro il Milan. Mi aspettavo, sinceramente, da Hiddink, una squadra più aggressiva e invece è stata più una gatta morta.

L’Italia non ha però affondato come si deve il colpo: sembrava quasi che il pari andasse bene a Lippi che, invece di mettere Inzaghi per vincere la gara, inseriva un difensore per tenere il risultato e sperare nei rigori.
Voto 2. Per il coraggio da vendere!
Il rigore regalato al ‘95 porta gli azzurri ai quarti, per la felicità di tutti.
Totti ha fatto il suo dovere e ha lasciato i suoi numeri da circo in panchina, grazie a dio.
Venerdì cosa succederà?

June 24, 2006

Argentina a fatica

Argomento: Germania 2006 - Matteo F. @ 23:15 pm


Tifose scatenate…più dei giocatori.

Il Messico ha fatto l’Argentina, almeno sul piano del gioco: ha comandato per quasi tutta la gara e si è piegato solo nel finale ad uno dei goal più belli visti in tutto questo anno di pallone.
La partita di stasera ha dato la prova che non serve avere 11 fenomeni in campo, ma avere un bel gruppo unito e ben organizzato.

Questo mi da lo spunto per passare alla partita dell’Italia contro l’Australia, avversario, sulla carta inferiore, ma solo per i nomi. L’allenatore (Gus Hiddink), non è certo uno sprovveduto, anzi: trasforma in oro il carbone che ha per le mani: è successo qualche anno fa con la Corea, ed è successo ancora in Champions League con il PSV contro il Milan.
Dico solo una cosa: se l’Italia affronterà la partita a “cucchiaiate“, il risultato potrà essere molto spiacevole per tutti i tifosi della Nazionale.

Galeazzi

Argomento: Germania 2006 - Matteo F. @ 22:57 pm

e la Rai continua a godersi i Mondiali a spese nostre!

June 23, 2006

Italia, squadra Materazzi

Argomento: Considerazioni, Nazionale, Germania 2006 - Giuseppe L. @ 12:02 pm


Stavolta ci salva un gol di Materazzi, appena entrato; Inzaghi torna in azzurro e mette il sigillo finale; Nedved si danna fino all’ultimo, il migliore

In occasione delle partite mondiali degli azzurri si fa di tutto per ricreare l’atmosfera dello stadio: raduni di piazza, invasioni a casa di amici ecc. con il rischio di non vedere la partita. Di non vedere, per esempio, che sullo 0-0 la Repubblica Ceca ci ha tolto il pallone e schiacciato nella nostra metà campo. O di non accorgersi che passiamo in vantaggio alla prima azione, che poi è un calcio piazzato, con un panchinaro appena entrato. Di non vedere che il migliore in campo nel primo tempo è il nostro portiere. Di non vedere, perché proprio non si vedeva, che Nedved e compagni per tutto il secondo tempo hanno giocato in 10! O magari di non pensare che quei due maldestri cucchiai tentati da un Totti imbarazzante, non siano stati “dovuti”, diciamo così, allo sponsor! Non è un bel vedere, bisogna ammetterlo, aldilà di ogni ipocrisia. L’unica cosa che si è vista bene, un bel vedere, è stata l’esultanza di Pippo Inzaghi. Lui è uno da Italia; uno che si è visto gli Europei da casa, si è allenato fino all’incoscienza, ha fatto di tutto per tornare titolare nel Milan e in Nazionale e alla fine ce l’ha fatta! Questo è il calcio che vogliamo, queste sono le passioni che ci devono unire, non le battute da truzzo tipo “pensa se je facevo er cucchiaio”!
->continua

June 14, 2006

Imbarazzanti

Argomento: Germania 2006 - Matteo F. @ 12:08 pm


Adriano e Ronaldo: due paracarri.
La Torcida regala sempre grande spettacolo!

Il Brasile non ha brillato, Adriano e Ronaldo hanno fatto pena, per usare una parola dolce.
L’ex-interista, sempre più della forma della palla, forse non è riuscito a toccare palla per tutta la gara. L’altro, quello che gioca ancora a Milano, dopo aver ritrovato il sorriso, perso nella nebbia padana, non ha ritrovato la forma. Più che un giocatore di calcio sembra un rottame, e sempre più la mia teoria, che tutto sto fenomeno alla fine non sia, appare più chiara ogni partita che passa.

Consiglio spassionato per il signor Moratti: venderlo subito, monetizzare tanto e reinvestire in giocatori meno sponsorizzati. Così, forse, potrebbe essere veramente l’anno dell’Inter.

June 12, 2006

E la Rai si gode i mondiali a spese nostre

Argomento: Considerazioni, Germania 2006 - Giuseppe L. @ 13:39 pm


Marco Mazzocchi dirige e gestisce i collegamenti con la Germania. Tante parole, ma le partite?

Tutto sommato questi mondiali non sono affatto partiti male. Si è visto un buon calcio nelle prime sfide e tanti gol, che certo, non guastano. A patto, però, che possiate permettervi SKY! Ricorderete che la Rai perse scandalosamente i diritti sulle partite dei mondiali e solo dopo reiterate proteste riuscì ad ottenere di poter trasmettere almeno una partita al giorno. “Non abbiamo i soldi” era la difesa d’ufficio di Viale Mazzini. Ne prendiamo atto, ma non ci crediamo. Primo, per i contratti miliardari che certi personaggi alla Rai hanno garantiti. Secondo visto lo spiegamento di forze sontuoso per coprire l’evento; collegamenti vari, inviati numerosi, casa azzurri e chi ne ha più ne metta, ma le partite?
->continua

June 10, 2006

Highlights Germania 2006

Argomento: Nazionale, Germania 2006 - Matteo F. @ 19:40 pm

Non avete l’abbonamento a Sky? Non siete riusciti a vedere i goal della giornata perchè la Rai li trasmette a mezzanotte e voi vi siete rotti di aspettare così tanto?
Nessun problema!
CaLCiO MoDeRnO Video metterà quotidianamente gli highlights delle partite di Germania 2006.
Cliccate subito QUI per non perdervi neanche un’azione!

June 9, 2006

Il Brasile non è favorito

Argomento: Germania 2006 - Matteo F. @ 17:22 pm


La Seleção 2006.

I numeri parlano chiaro e non si possono discutere. Il Brasile non è favorito per la vittoria in Germania perchè, come riporta l’albo d’oro qui sotto, la squadra verdeoro ha vinto in Europa solo una volta (Svezia 1958).
Chi ha vinto il mondiale l’ha fatto sempre nel proprio continenente.

2002 Corea/Giappone BRASILE
1998 Francia FRANCIA
1994 USA BRASILE
1990 Italia GERMANIA
1986 Messico ARGENTINA
1982 Spagna ITALIA
1978 Argentina ARGENTINA
1974 Germania GERMANIA O.
1970 Messico BRASILE
1966 Inghilterra INGHILTERRA
1962 Cile BRASILE
1958 Svezia BRASILE
1954 Svizzera GERMANIA O.
1950 Brasile URUGUAY
1938 Francia ITALIA
1934 Italia ITALIA
1930 Uruguay URUGUAY

May 27, 2006

Zambrotta e lo stile Juve

Argomento: Serie A, Nazionale, Il Caso, Germania 2006 - Matteo F. @ 22:04 pm

1.”I colpevoli dello scandalo che ha investito il nostro mondo devono uscire dal calcio. I giocatori sono la parte più pulita, io e i miei compagni ci siamo guadagnati sul campo gli ultimi due scudetti, battendoci con corretezza. Mi farebbe male se ci venissero revocati”.
2.”Per questo provo fastidio e amarezza quando qualche tifoso mi dà del ladro. Io non ho mai rubato nulla“.

Poche parole, ma buone, dette da uno che ha vissuto con la maglia bianconera sin dal 1999, e quindi, sicuramente all’oscuro di tutto quello che il dottor Agricola (doping) e il buon Moggi (arbitri) hanno combinato in tutto questo periodo.
Sulla seconda affermazione ricordo solo il volo d’angelo in Juventus-Bologna del 2003/2004 per accaparrarsi un bel rigore “limpido“.

Viva lo stile Juve!

May 21, 2006

Lippi: uno da Nazionale?

Argomento: Nazionale, Il Caso, Germania 2006 - Matteo F. @ 15:37 pm


La vita è bella!

Spuntato anche lui tra le reti dei 6 telefonini di Moggi, l’Italia intera, non solo quella pallonara, si chiede se non sia il caso che ai Mondiali a rappresentare la Nazione, non sia meglio mandare qualcun’altro.
Me lo sto chiedendo anch’io, anche se la Nazionale non è affar mio perchè non mi ha mai esaltato o commosso come può succedere con le squadre di club. Questo però è un altro discorso.

Marcello Lippi è stato per tanti, troppi, anni allenatore della squadra che adesso sta rischiando di cadere in B o peggio in C. Il figlio, come si sa, lavora(va) per la potente GEA di Alessandro Moggi, non certo come fattorino. Vogliamo tutti assieme credere che papà Marcello sia sempre rimasto all’oscuro di cosa combinasse il figlio in ufficio e che mai sia siano parlati e confrontati su argomenti relativi al calcio?
Risposta: non ci crediamo.

Il signor Lippi avrà sicuramente fatto dei “favori” al figlio e al suo grande amico Luciano, per valorizzare dei giovani di belle speranze e dargli la possibilità di lanciarsi con autorità nel calcio vero, quello che conta, quello dei soldi. Tuttosommato cosa poteva mai importare all’italiano medio che segue la Nazionale solo nel mese dei Mondiali (le gare di qualificazione non se le fila nessuno), se ogni tanto arrivava qualche protetto GEA a far numero: una o due convocazioni giusto per fargli alzare il valore commerciale sul banco del fresco e via. Tutti contenti: i due Moggi, il figlio, i calciatori big che potevano risparmiarsi partite inutili in azzuro e i neo-convocati che vedevano il futuro sempre più pieno di luci sfavillanti, soldi e veline varie.

Lo vogliamo vedere in panchina anche a Germania 2006?