Comprare non basta

La dirigenza Juve: Blanc e Secco
Non è un bel periodo per la Juventus: dopo l’eliminzaione dalla Champions arriva anche la sconfitta, in casa, con l’ultima in classifica.
Il povero Ferrara si trova nella situazione di Leonardo un paio di mesi fa: non ha colpe se si ritrova con una squadra costruita un po’ alla leggera, dove si sono spesi tanti soldi ma in maniera poco lucida. Non si è rinforzato nei reparti dove c’era più bisogno, cercando di piazzare il colpo di mercato più che mirare chirurgicamente a sistemare i problemi.
Puntare su un allenatore giovane è sempre una scommessa, però lo si deve anche aiutare fornendogli strumenti adatti per poter lavorare: questo non significa comprare campioni e fenomeni come ha fatto l’Inter negli ultimi 20 anni, ma operare con maggiore umiltà e non pretendere che si possa vincere su ogni fronte immediatamente. Per creare un gruppo forte ci vuole del tempo, non siamo in un videogioco. Certo stiamo parlando di Juventus ma gli ultimi anni (serie B) avrebbero dovuto servire a capire i limiti economici e di “potere” di questo gruppo, che necessita di un periodo leggermente più lungo per poter tornare alla gloria passata, quella pre-triade per capirci.
Ritorno di Bettega? Penso sia una scelta tra le meno azzeccate, per i suoi trascorsi con Giraudo e Moggi e perchè è la solita mossa all’italiana del guardare indietro e mai avanti. Chiediamoci invece chi ha voluto spendere soldi per Amauri quando poi chi segna è sempre Trezeguet.
Alessio Secco è entrato alla Juve perchè figlio di un ex-dirigente, in qualità di addetto stampa.
Lascio a voi ulteriori considerazioni


