(Non) si vende Kakà

Un passato felice non assicura un futuro sereno
La fuga è iniziata. Oggi Kakà, domani Ibrahimovic e poi chissà chi altro.
Avevamo già analizzato, tempo fa, cosa sarebbe potuto succedere se il brasiliano fosse veramente partito dall’Italia.
Guardiamo però ad oggi: ciò che da veramente fastidio non è la vendita del grande campione, ma le chiacchere da bar che ne hanno alimentato il suo passaggio a Madrid, in cima a tutti di chi ne ha fatto parte integrante della campagna elettorale. E’ tutto veramente squallido e, stupisce che arrivi proprio da una società seria come il Milan: la perdita di immagine e solidità, potrà essere molto più forte di quella di Kakà.
I tifosi non sono dei cazzoni, e alle promesse e belle parole, devono seguire dei fatti e dei progetti seri: la Juve con i soldi di Zidane comprò Nedved, Thuram e Buffon, il Milan, se vuole tornare a rivivere serate come quelle nella foto qui sopra, dovrà fare lo stesso.
Ma non basta!
Serve uno sviluppo più accurato del settore giovanile, il discorso vale anche per l’Inter: mi spiegate come sia possibile che si continuino a comprare giovani stranieri e mai nessuno venga dal vivaio? Volete dirmi che in un anno non ci sono almeno 3 o 4 giocatori della primavera che possano essere gradualmente inseriti in prima squadra? Io non ci credo e mi sembra assurdo che debbano arrivare difensori dal Brasile, dove il livello del brasilerao è pari ad una nostra serie C, pagati milioni di euro, che non fanno altro che aumentare i deficit delle squadre italiane.
C’è un articolo di oggi scritto da Alberto Costa su corriere.it, dove spiega che “essere dirigente non significa semplicemente far quadrare i bilanci, ma pure avere la capacità di intuire in anticipo i danni di certe scelte, in apparenza risparmiose“. I dirigenti sportivi, dovrebbero stamparselo e appenderlo nei loro uffici, alzare gli occhi, leggere la frase 10 volte e poi pensare se conviene di più comprare una figurina per vendere le magliette o puntare su un gruppo di giovani del vivaio assetati di vittorie.



