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June 29, 2009

Per una grande Nazionale, teniamo Lippi

Argomento: Nazionale - Matteo F. @ 20:32 pm


Grandi successi e un bel futuro tranquillo

Italia, gran bel paese: si mangia e si beve bene, la gente vive felice fino a tarda età ed è contenta del governo da molti anni. Si accontenta di poco: avere scarpe alla moda, fare aperitivi nei locali “giusti”, vedere le partite di calcio in tv e festeggiare i campioni del mondo in piazza.

La “nuova” Nazionale di Lippi è esattamente lo specchio della nazione: si è già tolta la soddisfazione del Mondiale, degli stipendi alti e della sicurezza di partecipare al prossimo torneo in SudAfrica. Quali stimoli potrebbero ancora avere dei giocatori trentenni, strapagati, molti dei quali hanno vinto anche Champions e campionato? Risposta: nessuno.

Puntare ancora su un allenatore vecchio, che pure lui ha già vinto tutto quello che c’era da vincere, e su un gruppo come quello che è andato alla Confederation Cup in pre-vacanza, ci da dei grandi dubbi su quello che potrà essere il prossimo mondiale. Adesso, che siamo ancora in tempo, serve gente più giovane e soprattutto stimolata e affamata di vittoria: Lippi e Cannavaro, hanno già dato, grazie e arrivederci. Il capitano che torna alla Juve, dopo averla mollata ai tempi della B (comodo comportarsi così) pensi pure alla pensione con i soldi che la squadra bianconera gli regaleràe il signor Lippi, che è di Viareggio, si rilassi su una sdraio in riva al mare e non pensi più al calcio.
In molti lo ringrazieranno.

June 21, 2009

Platini vuole un mercato più equo

Argomento: Considerazioni, Champions League, Il Caso - Matteo F. @ 12:39 pm


Il presidente UEFA Michel Platini contro la crisi

I recenti trasferimenti faraonici di Kakà e Ronaldo hanno turbato il presidente della UEFA, che si sta già operando per dare un freno a questo nuovo trend di prestiti bancari assurdi.

Il suo pensiero è che le società reinvestano solo ed esclusivamente il denaro che c’è nelle loro casse, senza interventi esterni di magnati che tappano le voragini dei bilanci ogni anno: si guadagna 100, non si spende più 2000. Si dovrebbe arrivare ad avere delle competizioni europee più omogenee e competitive: basta vedere vincere solo i soliti 5 o 6 club italiani, spagnoli e inglesi.

Lo stesso principio, se fosse poi applicato anche nei campionati nazionali produrrebbe maggiore competitività, longevità e interesse nei singoli tornei: in Italia, sono solo Milan, Inter e Juve a giocarsi il titolo, con l’intrusione, rara, di altre squadre ogni tanto. E’ facile vincere se il presidente investe ogni anno capitali milionari per prendere i giocatori più forti sul mercato: sarebbe bello che ogni tanto la classifica si rimesclasse e anche il Catania, l’Atalanta potessero essere le squadre da battere e inseguire, e non solo l’Inter degli stranieri.

Platini ha fatto sapere che per i campionati nazionali, non ha poter d’intervento, ma che dalla stagione 2010/11 la UEFA si riserverà la facoltà di non ammettere alle proprie competizioni squadra con bilanci in passivo. A quel punto vedremo come cambieranno radicalmente gli atteggiamenti finanziari dei club, che si vedranno mancare di colpo gli introiti, ad esempio di una stagione di Champions League, premi, diritti tv e merchandising.
Speriamo che il cambiamento arrivi sul serio, prima che tutti perdano interesse in questo gioco bellissimo.

Ibra non vale Ronaldo

Argomento: Considerazioni, Serie A, Champions League, Il Caso - Matteo F. @ 11:53 am


Determinante vs Provinciale

Il presidente del Real Madrid, ha deciso che non è interessato al signor Ibrahimovic, costa troppo, non è fondamentale e ci sono parecchi giocatori più forti di lui. L’ultima valutazione di circa 80 milioni è decisamente esagerata per un giocatore che, per quanto bravo, ha dimostrato, nel corso degli anni, tra Juve e Inter, poco carattere internazionale: non ha vinto nulla in Europa, ma soprattutto, non ha mai fatto vincere le sue squadre.

Ultima ed emblematica, rimane la doppia sfida proprio col Manchester in Champions League, dove lo svedese, ha totalizzato un paio di tiri in porta, sempre lontano dal gioco. E’ facile, fare i gol di tacco in campionato e fare gesti alla propria curva, che gli paga parte dello stipendio! I campioni e i palloni d’oro hanno sempre vinto sia nei propri tornei che in Europa o ai Mondiali, trascinando le rispettive squadre a vittorie uniche e affascinanti: Kakà col Milan, Ronaldo col Manchester ha fatto 2 finali di Champions consecutive, Nedved, un po’ di anni fa, portò la propria nazionale a grandi risultati, oltre a fare strepitosi campionati.

Non basta essere capocannoniere per un anno in Serie A, dove ormai il livello calcistico si è abbassato di molto, rispetto a qualche anno fa, per poter pretendere palloni d’oro e cifre astronomiche: magari domani Ibra verrà venduto a 80 milioni e sarò smentito, ma mi sembra che il mercato di quest’anno stia andando in un’altra direzione.

June 10, 2009

(Non) si vende Kakà

Argomento: Serie A, Champions League, Il Caso - Matteo F. @ 17:31 pm


Un passato felice non assicura un futuro sereno

La fuga è iniziata. Oggi Kakà, domani Ibrahimovic e poi chissà chi altro.
Avevamo già analizzato, tempo fa, cosa sarebbe potuto succedere se il brasiliano fosse veramente partito dall’Italia.

Guardiamo però ad oggi: ciò che da veramente fastidio non è la vendita del grande campione, ma le chiacchere da bar che ne hanno alimentato il suo passaggio a Madrid, in cima a tutti di chi ne ha fatto parte integrante della campagna elettorale. E’ tutto veramente squallido e, stupisce che arrivi proprio da una società seria come il Milan: la perdita di immagine e solidità, potrà essere molto più forte di quella di Kakà.

I tifosi non sono dei cazzoni, e alle promesse e belle parole, devono seguire dei fatti e dei progetti seri: la Juve con i soldi di Zidane comprò Nedved, Thuram e Buffon, il Milan, se vuole tornare a rivivere serate come quelle nella foto qui sopra, dovrà fare lo stesso.
Ma non basta!
Serve uno sviluppo più accurato del settore giovanile, il discorso vale anche per l’Inter: mi spiegate come sia possibile che si continuino a comprare giovani stranieri e mai nessuno venga dal vivaio? Volete dirmi che in un anno non ci sono almeno 3 o 4 giocatori della primavera che possano essere gradualmente inseriti in prima squadra? Io non ci credo e mi sembra assurdo che debbano arrivare difensori dal Brasile, dove il livello del brasilerao è pari ad una nostra serie C, pagati milioni di euro, che non fanno altro che aumentare i deficit delle squadre italiane.

C’è un articolo di oggi scritto da Alberto Costa su corriere.it, dove spiega che “essere dirigente non significa semplicemente far quadrare i bilanci, ma pure avere la capacità di intuire in anticipo i danni di certe scelte, in apparenza risparmiose“. I dirigenti sportivi, dovrebbero stamparselo e appenderlo nei loro uffici, alzare gli occhi, leggere la frase 10 volte e poi pensare se conviene di più comprare una figurina per vendere le magliette o puntare su un gruppo di giovani del vivaio assetati di vittorie.