INTER 16! Uno scudetto vinto 2 volte!

A Parma entra Ibra e decide: prendiamoci lo scudetto!
Una volta contro tutto, una volta contro tutti! Il sedicesimo scudetto dell’Inter si decide ad una manciata di minuti dalla fine dell’ultima partita, dopo che la Roma aveva a lungo accarezzato il sogno e sperato di poter fare la storia. Uno scudetto che sembrava stravinto non più di 2 mesi fa, ma poi tanto gradualmente quanto inesorabilmente, si appalesava lo psico-dramma nerazzurro. Prima l’eliminazione dalla Champions, poi fra mille polemiche (Ibra- Mancini, le dimissioni fantasma del tecnico ecc.), il calo, fisico e psicologico. Quindi la sconfitta nel derby e l’incubo casalingo Siena; ormai, quando più di mezza Italia e soprattutto mezza Milano tifava contro, dal pantano di Parma spunta il condottiero nordico, il vichingo Zlatan Ibraimovic. Non c’è dubbio che l’assenza dello svedese per oltre un mese e mezzo ha condizionato i risultati e le prestazioni della squadra. Un gruppo che spesso tutto si può definire fuorché compatto, deve soprattutto a lui lo sprint sul filo di lana (doppietta oggi). Quest’anno l’uomo scudetto non è un commissario della Lega Calcio, ma lui, Zlatan Ibraimovic. Un’altra bella fetta di scudetto, però, va ascritta al capitano nerazzurro Javier Zanetti, che col suo gol a pochi minuti dalla fine di Inter-Roma (si era sullo 0-1) due mesi fa, a fatto pendere l’ago della bilancia dalla sua parte di quel tanto che poi è bastato. Senza quel gol, forse staremmo scrivendo di un altro campionato. L’anno scorso avevamo detto (leggi post) “dopo lo scudetto di carta (per via dello scandalo e delle penalizzazioni) vincete l’anno prossimo quello normale, sarà tanto di cappello!” Beh, dal momento che non ci rimangiamo le parole, CHAPEAU!
Ebbene si, l’Inter ha vinto un campionato “normale”, anzi, molto di più che normale! Finalmente abbiamo visto squadre che non avevano nulla più da chiedere alla loro stagione, lottare sportivamente fino all’ultimo, onorando l’impegno nel rispetto dei propri tifosi ed avversari. Il Torino mette alle corde la Fiorentina per 70 minuti, l’Udinese era passata in vantaggio a Milano con i rossoneri, sfiorando più di una volta il raddoppio, il Livorno quasi pareggia ad Empoli, per non parlare del Siena che a salvezza raggiunta aveva pareggiato con l’Inter domenica scorsa. Alla fine però, il Milan finisce 5° (ulteriore soddisfazione nerazzurra, un pò meno sportiva però), i viola raggiungono la Juve ai preliminari di Champions. In coda il Catania di Zenga lotta fino al meritatissimo pari di Martines che mette fine ai giochi: Rossazzurri salvi, in B il Parma e l’Empoli. E’ stato senza dubbio il campionato più avvincente degli ultimi anni, con il maggior numero di obiettivi in bilico fino al 90° dell’ultima partita. Così si fa! Peccato che nel campionato italiano spesso tutto questo non è normale!
Vedremo l’anno prossimo…


