Monza e Ravenna comandano la C1

Giuliano Sonzogni, tecnico dei brianzoli; il sorprendente Sassuolo; la formazione del Ravenna; lo splendido pubblico di Foggia.
Dopo l’undicesima giornata la serie C1 comincia a configurarsi ed a delineare temi e duelli che probabilmente renderanno sempre più avvincente la stagione. Fra sorprese e delusioni, esoneri e certezze, cerchiamo di fare il punto dei due gironi. Il Monza, con ben 6 punti in più della scorsa stagione, promette di non ripetere la solita solfa che vede il tecnico Sonzogni partire a razzo per poi cedere il passo inesorabilmente. Il Ravenna, l’altra capolista, sembra ormai una corazzata inarrestabile: dopo la falsa partenza, sconfitta a Taranto alla prima giornata, 8 vittorie e 2 pari.
Girone A
Il tema principale del girone A sarà vedere se il Monza reggerà alla lunga distanza; Giuliano Sonzogni ci ha abituato a partenze “forti” seguite da cali costanti ed inesorabili, come per altro è accaduto lo scorso anno. I biancorossi sono incontenibili quando riescono ad imporre il gioco sulle fasce, con l’infinito Coti, 37 anni portati con la leggerezza di una farfalla, assente contro la Lucchese, il furetto Bertolini, Barje ed Espinal. Il movimento là davanti lo garantisce Beretta e non ci dimentichiamo di un certo Borgobello. La formazione birantea però, non deve solo guardarsi dagli eventuali passaggi a vuoto del suo tecnico, ma, ovviamente da rivali agguerritissime. La sorpresa della stagione è senza dubbio il Sassuolo. Impressiona la compattezza della squadra e la continuità di risultati; gli emiliani sono l’unica formazione ancora imbattuta della C1 insieme al Foggia (girone B), curiosamente le due seconde dei rispettivi gironi. In attesa del completamento del proprio stadio, il Sassuolo fa del Giglio di Reggio Emilia una vera e propria cassaforte. Complimenti al tecnico Remondina, che fra l’altro, viene da due promozioni di seguito (proprio Sassuolo ai play off lo scorso anno e Canzese dalla D, che poi non venne iscritta al campionato 2004/2005). Fra le altre pretendenti, siamo certi che formazioni di sicuro valore come Venezia (brutta battuta d’arresto a Cremona), Lucchese, sconfitta proprio dalla capolista e Padova (disastro a Pistoia) troveranno la quadratura del cerchio e punteranno la vetta. I bianco scudati veneti venivano accreditati alla vigilia del torneo di ben più grosse aspettative, con un organico eccezionale, basti pensare a gente come Lagrotteria, De Franceschi e Oliveira. Altra delusione, almeno fin’ora, il Pisa. Lo abbiamo visto contro la Pro Sesto e l’impressione è stata di una formazione incompiuta. Sembra in grado da un momento all’altro di sbaragliare l’avversario, ma l’attesa resta vana: i cinque 0-0 lo dimostrano impietosamente. Per quanto riguarda le grandi deluse al momento indicherei il Pavia, la Cremonese e la Massese, che sicuramente occupano posizioni di classifica preoccupanti quanto impreviste.
I cambi di panchina fin’ora sono stati due; la Sangiovannese addirittura ha cambiato alla prima giornata e la cosa non poteva passarci inosservata (leggi post). Il nuovo tecnico Indiani per ora non sembra avere dato quella marcia in più che forse ci si attendeva. Discorso a parte per il Grosseto, che dopo la sconfitta di Novara (9a giornata) esonera Allegri esattamente come l’anno scorso e prende Cuccureddu (play off l’anno scorso a Sassari); ora, lo scorso anno Allegri fu richiamato e portò la squadra a giocarsi la B ai play off… scommettiamo?
Girone B
Il dominio del Ravenna di Pagliari sembra per ora inattaccabile. Soprattutto se dietro si fanno del male a vicenda Salernitana e Foggia (nel vero senso della parola, visto lo spettacolo indegno di domenica scorsa: calci e pugni, scene da saloon!) da una parte, l’Avellino dall’altra. Impressiona l’organico, sicuramente in grado di lottare fino alla fine e non darei per impossibile addirittura una fuga imminente. Succi e Chianese hanno già totalizzato 16 reti in due, con il secondo a quota 9, capocannoniere del torneo insieme a Evacuo. Dell’immediata inseguitrice, il Foggia, vogliamo sottolineare innanzitutto la tifoseria, che da anni soffre e ne vede di tutti i colori; meriterebbe un palcoscenico più importante. La formazione di Cuoghi non ha mai nascosto di puntare addirittura alla promozione diretta. L’organico almeno sulla carta giustifica tali aspettative, ma occorrerà maggiore cattiveria in zona gol. I rossoneri restano però imbattuti. L’Avellino di Galderisi era partito col piede giusto, ma rischia di perdersi per strada. Il miglior attacco del campionato (26 reti) fa solo 1-1 sul campo dell’ultima in classifica, il Giulianova (differenza reti -20). Galderisi deve stare molto attento, per noi è osservato speciale. Questo girone, comunque, già alla vigilia era visto con notevole interesse dagli addetti ai lavori per la presenza di tante ottime formazioni in grado di puntare almeno ai play off. E fin’ora queste aspettative non sono state deluse. Il Taranto, l’unica squadra a battere la capolista, dopo un passaggio a vuoto diciamo “tecnico/societario”, sotto la sapiente guida dell’esperto Papagni, si propone in zona play off vincendo a Perugia, altra pretendente che però naviga in cattivissime acque. Un attacco che può contare sugl’intramontabili Deflorio e Cammarata, sulla velocità di Toledo e il fiuto del gol di Ambrosi, va tenuto sotto osservazione. Per non parlare della fantasia di Catania e De Liguori. Formazioni come Cavese e Gallipoli, neopromosse, dall’organico di tutto rispetto, sono difficilissime da affrontare sul loro terreno. Ne sa qualcosa il Teramo, altra squadra ostica fra le mura amiche, ma troppo fragile in trasferta. Con tante rivelazioni, ovviamente ci si deve aspettare altrettante delusioni. La Ternana, con l’attenuante della crisi societaria, lo stesso Perugia, il Manfredonia, la Sambenedettese e l’Ancona sono formazioni la cui classifica è troppo deficitaria per essere vera. Due parole per i dorici di mister Monaco. Abbiamo visto un paio di volte i biancorossi in azione e ci hanno impressionato le ingenuità difensive. Se non ci fossero stati i gol di Docente e Mendil… la squadra comunque sembra in ripresa.
I cambi di panchina in questo girone sono stati già 4. Il più proficuo per il momento sembra essere l’avvicendamento di Calori alla Sambenedettese con Guido Ugolotti, che ha messo in cascina 8 punti in 4 gare… ma lasciamolo lavorare! Anche l’arrivo di Pensabene sulla panchina del Martina (sostituiva Rizzo) sembrava positivo, ma la sconfitta casalinga con l’Ancona mostra involuzioni proccupanti. Pensabene lo scorso anno era stato esonerato dal Gela. Ma c’è da sottolineare che all’inizio del campionato la formazione pugliese era ancora in alto mare. Discorso a parte va fatto per la Ternana: gli abruzzesi hanno una organico solido che non rispecchia affatto la situazione di classifica. La situazione societaria ed ambientale ha sicuramente influito sull’esonero di Favarin (ex tecnico del Latina) in favore di Giuseppe Giusto, che lo scorso anno ha portato il Monopoli in C2. La sfortuna però dev’essersi accanita, dato che quest’ultimo, per motivi personali è dovuto rientrare a Bari (in panchina lo sostituisce Raggi). Fanalino di coda il Giulianova, dove il nostro idolo Giorgini si è dimesso in conferenza stampa dopo la sconfitta casalinga ad opera della Samb… quanto avremmo voluto esserci! Tuttavia la “linea giovane” firmata Pagliaccetti è stata in grado di fermare le velleità dell’Avellino, richiando per la verità anche di vincere. In campo, tuttavia, scende in campo gente come Morello e Catalano, su cui si può fare affidamento. Siamo pronti a scommettere che da ora giallorossi daranno filo da torcere a chiunque.



