Le sentenze di Calciopoli

Considerazioni a caldo dopo le sentenze.
Una cosa mi rimane oscura su tutte: in che modo i giudici hanno deciso per una pena più o meno dura alle varie squadre. C’era un metro di giudizio equo e dei parametri/regole a cui attenersi per le retrocessioni o tutto era lasciato alla libera interpretazione, un po’ come avviene per i falli in campo?
Non risolto questo quesito, passo oltre e penso alla Juve. La serie B era la minore dei mali che potessero dare ai bianconeri, ma allora perchè non retrocederla subito in C invece che dare questi 30 punti di penalità, con cui, quasi sicuramente, per altri 2 anni non vedrà la luce della massima serie?
Fiorentina e Lazio volevano fare le furbe, ma i dirigenti lo sono stati molto poco, essendosi messi davanti a tutti come protagonisti delle telefonate. Una bella commedia all’italiana come solo il buon Alberto Sordi sapeva raccontare.
Infine il Milan, la squadra salva, per modo di dire, da tutta la burrasca telefonica. Permanenza in serie A, ma si parte da un bel -15 punti e senza Champions League. Per i rossoneri le telefonate hanno inciso molto poco nella sentenza. Maggiore è stato il peso che si è dato al potere oligarchico che Galliani ha esercitato in questi anni di presidenza di Lega, uniti alle sparate del presidente, che invece di chiedere 2 scudetti, avrebbe fatto bene a tacere, una volta tanto.



Riportato:
La procura di Napoli ha reagito dopo la pubblicazione delle telefonate tra Moratti e Bergamo parlando di un tentativo di “fare disinformazione” e sottolineando che l’esistenza di una telefonata non rappresenti necessariamente un reato. La cosa che però lascia molto perplessi arrivati a questo punto, è che il Pm Giuseppe Narducci in data 27 Ottobre 2008, nella sua requisitoria di apertura del processo celebrato con rito abbreviato nei confronti di 11 imputati, tra i quali Antonio Giraudo, aveva smentito categoricamente l’esistenza di altre telefonate che riguardassero altri dirigenti; ”balle smentite dai fatti” per usare le sue parole.
Lo scopo era quello di liquidare la tesi sostenuta da diversi imputati, tra i quali Moggi e Giraudo, seconda la quale ad intrattenere rapporti con i designatori erano tutti i dirigenti di tutte le squadre e che la cosa fosse normale e risaputa. Queste le parole del Pm Narducci nella sua requisitoria:
”Piaccia o non piaccia agli imputati non ci sono mai telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti, o con il signor Sensi o con il signor Campedelli, presidente del Chievo. Ci sono solo quelle persone (gli attuali imputati, ndr), perché solo quelle colloquiavano con i poteri del calcio. I cellulari erano intercettati 24 ore su 24: le evidenze dei fatti dicono che non e’ vero che ogni dirigente telefonava a Bergamo, a Pairetto, a Mazzino o a Lanese: le persone che hanno stabilito un rapporto con questi si chiamano Moggi, Giraudo, Foti, Lotito, Andrea Della Valle e Diego Della Valle”.
Piaccia o non piccia ci sono…............
Comment by miki foggia — May 19, 2010 @ 17:33 pm
APPUNTO CI SONO…ECCOME PIACCIA o NON PIACCIA….a me MI PIACE
!
Comment by francesco — November 13, 2010 @ 14:29 pm
AGGIORNAMENTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
ROMA, 13 novembre 2010- Un viaggio dentro il reato mentre questo viene commesso: ecco il senso che poteva avere ascoltare le telefonate di Paolo Dondarini e su Paolo Dondarini nei giorni delle due partite ( Juve-Lazio e Chievo-Fiorentina) che hanno fatto condannare incredibilmente l’ex arbitro emiliano nel rito abbreviato (due anni, con ricorso in appello). Abbiamo potuto ascoltare i file audio di cui non c’è traccia nel materiale d’accusa e nella sentenza del gup De Gregorio. Ebbene eccoci dentro il reato scoprendo ben presto che il reato forse proprio non c’è. Parlano durante Juventus- Lazio Bergamo e Pairetto: sono due della Cupola pro Juve. Ma le telefonate del 5 dicembre durante il match, durante l’intervallo, dopo la gara sembrano “ Tutto il calcio minuto per minuto”. Niente riferimenti, ammiccamenti. E niente consigli prima del match all’arbitro chiamato a eseguire la frode.
PAIRETTO- DONDARINI ore 10.58 Pairetto:
Hai visto il Milan ( la Rivale, ndr) ieri col Parma: ha ribaltato.
Dondarini: Non l’ho vista, ma meritava proprio. Ho visto gli highlights, nulla da dire. Ho sentito Tiziano ( Pieri, dnr), è andato bene.
P.: Molto bene, ottima partita.
D.: Più bella la nostra oggi. Siamo andati da Carlo a cena, ora andiamo giù alle 11.30.
P.: Ci vediamo stasera, in bocca al lupo. Salutami i ragazzi.
BERGAMO- PAIRETTO durante Juve- Lazio ( ore 16.20)
Bergamo: Ma come va là la partita?
Pairetto: Qui 1- 1.
B.: Sì sì ma la partita
P.: La partita è la Juve che preme e la Lazio si difende
B.: Tutto tranquillo
P.: Non c’è niente di rilevante.
B.: No no assolutamente. Vuoi sapere i risultati? La Reggina perde, il Palermo 1- 0, Cagliari 4- 1 sul Chievo. Rigori netti. Ho visto della B il Genoa 1- 0. Rigori dati ci sono, così a flash. Lì tutto tranquillo.
P.: La Lazio devo dirti che sta giocando discretamente. Due pali, buone occasioni.
B.: Un gol sbagliato da Del Piero, sull’ 1- 0. Scusa? La Fiorentina 1- 0? mi danno, Maresca. Questo è l’aggiornamento.

E QUESTE SONO LE PARTITE COMPRATE DALLA JUVE…...INTER IN BBBBBBB SUBITO
Leggi l’articolo completo nell’edizione odierna di Tuttospor
Comment by francesco — November 13, 2010 @ 14:49 pm
E MENO MALE CHE C’èra MOGGI…..SENNO U’ PAGLIUNI NI FACIVANU ancora di+
Tra designatori: «Pregavo perché non segnassero». L’arbitro: «Ho sbagliato. Se avessi dato un rigore alla Juve, mi fucilavano»
NAPOLI, 26 ottobre – In principio fu Reggina-Juve, con la leggenda metropolitana di Paparesta rinchiuso; poi Roma-Juventus, con gli errori di Racalbuto (oggi in aula a Napoli parla il suo consulente arbitrale) che favorendo i bianconeri si beccò nove turni di stop e le cazziate di Bergamo; ora viene il tempo di Bologna-Juve: arbitra Pieri di Genova, carriera abbattuta dalla condanna in primo grado all’abbreviato di dicembre due anni e quattro mesi per associazione. E nell’associazione, in versione bianconera, lui mette il carico arbitrando la gara del Dall’Ara in una cupa notte di dicembre del 2004. E favorisce – effettivamente la Juve – diamine: prova provata. Peccato che ora, spulciando i Pairetto’s file si scopra il prima e dopo delle gare incriminate, telefonate abortite in fase preliminare che i consulenti difensivi “rivalutano”, nonostante brogliacci imprecisi, inesistenti, a volte fuorvianti. E’ davvero singolare che queste telefonate che sunteggiamo dopo averle ascoltate ieri non siano state prese in considerazione, anche dal gup De Gregorio in sede di sentenza a carico di Pieri. Torneranno d’attualità per l’appello.
Comment by francesco — November 13, 2010 @ 15:01 pm