CaLCiO MoDeRnO

July 27, 2006

Io l’avevo detto

Argomento: Serie A, Il Caso - Matteo F. @ 23:39 pm


Inter campione d’Italia 2005/06!

Nella serie infinita di “l’avevo detto che era l’anno dell’Inter“, mi ci metto anch’io che in tempi non sospetti puntavo sulla banda di Mancini.

Dopo 17 anni una beffa del genere non ci voleva: caro Moratti, il rifiuto di questo finto scudetto ti avrebbe dato la gloria eterna, ed invece sei caduto anche tu nelle grinfie di calciopoli. Questo scudetto è il solo frutto di tribunali, Fifa e tante chiacchere da popolino del bar sport.
Perchè festeggiare adesso? Per poter scrivere “14” nella bacheca?
Scudetto dell’onestà sento dire in giro, e forse è anche vero, ma nessun’altro valore può avere. Le sentenze da baraccone aggiungono anche questo tassello per il botto finale.
Moratti, il buon gusto non ti manca, non cucirlo sulle nuove maglie.

Una commedia all’italiana

Argomento: Considerazioni, Serie A, Serie B, Champions League, Il Caso - Matteo F. @ 21:07 pm


Totò, Alberto Sordi e Andreotti: la nostra bella Italia.

Ho aspettato un paio di giorni, prima di scrivere qualcosa su moggiopoli, per riuscire a capire fino a che punto ci hanno preso per il culo. Posso dire che il livello è molto alto.

Parecchie sono le considerazioni da fare ed è pure difficile stabilire quale sia più importante di un’altra.
Juve, Milan, Fiorentina, Lazio, tutte protagoniste di un sistema che, a detta di Borrelli, era malato e marcio nella sua totalità, quindi queste quattro squadre pagano un po’ per tutte. Non mi soffermo sulle singole sentenze perchè avrete già letto tutti i commenti possibili e immaginabili.

Questo scandaletto ci da una sola certezza: l’Italia non potrà mai cambiare. Che si tratti di sport, politica, tutto in qualche modo si aggiusta. Se Andreotti è ancora là, figuriamoci un piccolo topino come Moggi.
Ciò che mi dà più sconforto non sono le singole pene ai club, quanto i burattinai del nostro pallone. Su tutti spicca il signor Carraro, che invece di sparire dalla faccia della terra, pagherà, una multa per divieto di sosta e tutto sarà come prima.
Lo stesso vale per tutti gli altri personaggi coinvolti nel processo: doveva essere fatta pulizia? Non è stato così. Ognuno al proprio posto, proprio come prima.
Questo è il vero scandalo del nostro calcio moderno, quello che dovrebbe far smettere di avere passione per uno sport bellissimo, rovinato da dei teatranti. C’era l’opportunità concreta (intercettazioni chiare e solari) di fare piazza pulita di tutto e tutti, eravamo ad un soffio dalla svolta vera e invece siamo tornati ai tempi della Democrazia Cristiana e del suo potere onniscente su tutto e tutti.

Ma dopo tutto questo, chi me lo farà fare di andare ancora allo stadio a prendere freddo, soffrire per la mia squadra, seguirla in trasferta facendo i chilometri e soprattutto spendendo tanti soldi? Chi mi dice che sarà tutto regolare dall’anno prossimo? Chi mi ridarà la gioia di vedere dal vivo le giocate di Kakà, le parate di Buffon e le punizioni di Totti? Tutto diventa plastificato e perde di valore a questo punto e non so se avrò ancora voglia di essere parte di questo circo itinerante, se alla cassa ci saranno ancora Moggi, Galliani, Carraro, Giraudo, Lotito, Pairetto, Bergamo, Della Valle e i vari presidenti, vecchi e nuovi, che mi faranno il biglietto per assistere ad uno show, in cui l’unica novità sarà il super-spot prima di ogni gara?
Vogliamo veramente questo spettacolo?

July 21, 2006

Il Santo

Argomento: Nazionale, Il Caso, Germania 2006 - Matteo F. @ 19:54 pm


Zidane era “Il Calcio”, Materazzi un santo.

La sentenza Fifa ha fatto arrabbiare tutti i tifosi paesani: perchè colpire anche il povero Materazzi, angelo in terra, mai provocatore e sempre corretto con tutti i suoi avversari?
Forse il gran caldo di questi giorni ha dato alla testa anche i vertici Fifa, che hanno pensato che il povero Marco, nel corso degli anni, sia stato un killer delle aree di rigore di tutta Europa, sempre tra i primi nella speciale classifica del Fair Play, mai sleale e capace di risolvere “certe situazioni” davanti agli occhi dell’arbitro.

July 19, 2006

Zamparini dove tira il vento

Argomento: Serie A, Serie B, Il Caso - Matteo F. @ 23:12 pm


Tutti uniti per il bene del calcio…

Un conto è beccare un operaio, un impiegato qualsiasi con le mani nella marmellata, un conto è scoprire il presidente del governo del calcio, com’è avvenuto nel caso di Galliani. Certi dirigenti non possono, e non dovrebbero, fare certe telefonate pericolose“.

Il caro Zamparini, lo sappiamo, non è nuovo ad uscite di questo tipo, quindi non sorprende più di tanto la cosa. Sorprende invece che meno di un anno fa, pur di accaparrarsi i soldi della pay-tv fosse culo e camicia con gli altri due signori della foto.

July 18, 2006

Ridatecene almeno uno!

Argomento: Serie A, Serie B, Il Caso - Matteo F. @ 23:15 pm


A Maggio era il 29° scudetto, adesso è Serie B.

Si legge qui che la Juve vorrebbe indietro almeno l’ultimo scudetto, perchè conquistato solo col sudore dei suoi giocatori, senza tranelli o giri di telefonate.

Mi limito solo a fare una considerazione di massima: ma secondo voi un sistema così ben oliato come quello messo in piedi dal signor Moggi, che da anni dava i suoi bei frutti, perchè mai si sarebbe dovuto interrompere proprio l’anno scorso?

July 15, 2006

Sentenza calcio: pezze a colori…

Argomento: Considerazioni, Serie A, Il Caso - Giuseppe L. @ 12:34 pm


I colori sono quelli di Fiorentina, Lazio, Juve e Milan; sentenza salomonica

Abbiamo scherzato. Tutto sommato si è trattato di un piccolo scandaluccio. Si, qualche telefonata, due rolex, linee segrete, trapianti di capelli… niente di così grave da giustificare una rifondazione del calcio. Basta fare contenta SKY, allontanare dal calcio i personaggi più in vista per qualche tempo, fino a quando le acque non si siano calmate, condannare due arbitri per fare da esempio ed il gioco è fatto! Neanche il designatore, Paolo Bergamo, sono riusciti a radiare! “Pezze a colori” sono le uniche parole che mi vengono in mente per commentare questa sentenza. Palese che chi ci rimetta alla grande sono tutti gli sportivi ed amanti del calcio. Hanno scherzato. Ci hanno fatto credere che l’avevano combinata grossa, invece era solo una farsa. Ci godiamo un paio di campionati surreali su SKY, qualche anno di pazienza e poi ci ritroveremo gli stessi personaggi alla guida del carrozzone. Questa gente la vogliamo FUORI per sempre!
->continua

July 14, 2006

Inaudito, solo 2 partite!

Argomento: Serie A, Serie B, Il Caso - Matteo F. @ 22:41 pm


Il nuovo presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli.

Copio e incollo dal sito ufficiale della Juventus:

Appresa la sentenza della Commissione d’Appello Federale che ha disposto per la Juventus la retrocessione in serie B con 30 punti di penalizzazione, il presidente Giovanni Cobolli Gigli ha dichiarato: “È inaudito. Da un tribunale composto da giuristi di questa caratura ci aspettavamo una sentenza equilibrata, sia nella forma che nella sostanza. Evidentemente le nostre aspettative sono state mal riposte. Queste sentenze sono il segno di una volontà di colpire la società con eccessiva durezza. Non comprendiamo la differenza di metro di giudizio applicato ai casi esaminati. Come dimostrato ampiamente dai fatti, gli episodi sotto osservazione della giustizia sportiva per la Juventus sono assolutamente comparabili a quelli contestati alle altre squadre. Con la differenza che nel nostro caso si tratta di due sole partite. In questo momento la nostra priorità è dunque tutelare l’interesse dei nostri tifosi e dei piccoli azionisti, e lo faremo subito impugnando la sentenza davanti al Consiglio Federale.”

Inaudito che non sia stata retrocessa alla serie D. Le DUE (2) partite o gli ultimi 20 anni di truffe? Vergogna!

Le sentenze di Calciopoli

Argomento: Considerazioni, Serie A, Serie B, Il Caso - Matteo F. @ 21:56 pm

Considerazioni a caldo dopo le sentenze.
Una cosa mi rimane oscura su tutte: in che modo i giudici hanno deciso per una pena più o meno dura alle varie squadre. C’era un metro di giudizio equo e dei parametri/regole a cui attenersi per le retrocessioni o tutto era lasciato alla libera interpretazione, un po’ come avviene per i falli in campo?

Non risolto questo quesito, passo oltre e penso alla Juve. La serie B era la minore dei mali che potessero dare ai bianconeri, ma allora perchè non retrocederla subito in C invece che dare questi 30 punti di penalità, con cui, quasi sicuramente, per altri 2 anni non vedrà la luce della massima serie?
Fiorentina e Lazio volevano fare le furbe, ma i dirigenti lo sono stati molto poco, essendosi messi davanti a tutti come protagonisti delle telefonate. Una bella commedia all’italiana come solo il buon Alberto Sordi sapeva raccontare.

Infine il Milan, la squadra salva, per modo di dire, da tutta la burrasca telefonica. Permanenza in serie A, ma si parte da un bel -15 punti e senza Champions League. Per i rossoneri le telefonate hanno inciso molto poco nella sentenza. Maggiore è stato il peso che si è dato al potere oligarchico che Galliani ha esercitato in questi anni di presidenza di Lega, uniti alle sparate del presidente, che invece di chiedere 2 scudetti, avrebbe fatto bene a tacere, una volta tanto.

July 13, 2006

Arriva Donadoni

Argomento: Nazionale - Matteo F. @ 22:35 pm


Il nuovo Ct della Nazionale Italiana.

Via Lippi, sotto con Donadoni.
Sono contento per l’uomo Donadoni più che per ogni altra cosa. Cacciato in malo modo, in fretta e furia, dal Livorno, meritava una gioia vera. Lui che al calcio ha dato così tanto, senza mai chiedere nulla indietro, facendo sempre più degli altri in campo, ma senza essere appariscente, lui che parlava poco nelle interviste, ma mai diceva delle banalità, lui si merita la guida degli azzurri.

Non me ne volgia l’Italia intera ancora ubriaca dalla vittoria contro la Francia, però l’immagine stessa della Nazionale guadagnerà tanti punti con l’arrivo di Donadoni: il signor Lippi ha trionfato e quindi ha ragione lui (chi vince ha sempre ragione), però in quanto a comunicazione e simpatia non ha ancora appreso i modi e i tempi giusti. Facile rilasciare interviste e sorridere dopo una vittoria e urlare ai giornalisti quando c’è un po’ di pressione.

Donadoni, per fortuna, lo stile non l’ha comprato dal salumiere ad etti. Noi lo sappiamo e ci crediamo.

July 10, 2006

Un mondiale GROSSO così! Campioni!

Argomento: Nazionale, Germania 2006 - Giuseppe L. @ 13:19 pm


24 anni dopo! Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!

Fabio Grosso, l’artefice dell’impresa contro la Germania e rivelazione del Mondiale si appresta a calciare il rigore decisivo. Pochissimi secondi col fiato sospeso ci dividono da un’incredibile notte di festa o da un mesto e triste arrivederci ai sogni di gloria. Con quello sguardo da ragazzino di provincia, lontano dagli scandali e da ingaggi stratosferici, con quel ghigno da bambino davanti ad un bel barattolo di nutella fresca, no, no, Fabio non può sbagliare! L’urlo che era rimasto in gola in quella maledetta finale del 2000 esce straziante da ogni ugola, da ogni finestra, da ogni città, con gli interessi! Gli interessi di una vendetta che, com’era di rito, abbiamo consumato fredda! Si, perché colui che ci aveva condannato con un beffardo golden gol 6 anni fa, David Trezeguet, manda la palla a sbattere sulla traversa dagli undici metri e ci concede quel vantaggio che mai nella vita i nostri avrebbero dissipato. Un rito consumato e purificatore, un rito che comincia e si riversa in tutte le piazze italiane. Un rito che purifica e rigenera una società intera, come nelle migliori tradizioni tribali. Ci sono tutti gli ingredienti: una tensione accumulatasi in 24 anni; un popolo intero raccolto intorno al totem virtuale che è la televisione; la vittima sacrificale, Trezeguet e se vogliamo lo stesso Zidane, “vittima” di un raptus non degno del professionista che è e rimane; infine, l’innocenza, concentrata in quello sguardo di Fabio, elemento fondamentale che convalida il rito. Sarà pure un gioco, ma intorno al calcio si ritrova un paese che pareva diviso. Ci sono cose più importanti nella vita, ma il valore simbolico e rituale di questa vittoria rischia di farci uscire da un limbo ideologico e sociale in cui più o meno consapevolmente ci eravamo cacciati. Così la festa contagia ogni strada, ogni angolo, ogni piazza ed ogni fontana, dando il via ad una vera e propria notte bianca. Una notte bianca spontanea, non organizzata e sponsorizzata, anzi una notte bianca, rossa e verde! Poco conta che questo sia stato il mondiale delle difese, che i giocatori decisivi siano stati quelli in cui Lippi per lo meno inizialmente non pareva credere, che siamo stati in parte aiutati da un calendario favorevole, che non sempre abbiamo meritato il risultato finale. Non ci interessa più. In definitiva i giocatori migliori, checché ne dica la FIFA sono stati Buffon su tutti, anche ieri decisivo su Malouda e Zidane, Cannavaro, più insuperabile di un tonno, Materazzi, in gol anche ieri e sempre preciso (il rigore era molto dubbio); naturalmente Grosso, che ci ha accompagnato sull’Olimpo con quel rigore sotto l’incrocio dei sogni, Zambrotta, che quando mette la freccia non ce n’è per nessuno, Pirlo, lavoro oscuro, ma sempre decisivo, Gattuso, mastino rognoso e via via gli altri (fuori da ogni ipocrisia, non mi sento di fare un elenco celebrativo). Era giusto così. Del resto, c’erano i Ronaldinho, i Beckham, i Riquelme i Ballack, ma hanno deluso, non è mica colpa nostra! Era il mondiale delle difese e noi abbiamo avuto i giocatori migliori del mondo, perciò questa coppa ce la prendiamo con merito! Alla festa abbiamo partecipato tutti, dai credenti della prima ora ai redenti dell’ultim’ora, non importa, conta che questo pallone ci abbia uniti tutti sotto la stessa bandiera. Oggi e non dopo le elezioni, si può dire che siamo un Italia diversa. Un’Italia che ti guarda e ti sorride, che si coccola la pizza e gli spaghetti, che si riscopre consapevole, spinta da un popolo di lavoratori, creduloni, scaramantici, farfalloni, scommettitori, gioiosi commedianti, artisti, pensatori e allenatori. Per concludere va fatta una dedica a Pessotto, la cui carica emotiva ha contagiato parecchi dei nostri calciatori e soprattutto a tutti gli italiani residenti all’estero, che da ieri sera si sentono ancora più degni dei valori nazionali che si portano dietro, gente che soffre ogni giorno sui luoghi di lavoro e che ha sofferto fino a ieri davanti alla TV sperando che il pallone li gratificasse e così è stato. Come si dice, il pallone è rotondo, ma se rotola dalla nostra parte… è più bello!

July 5, 2006

Italia-Germania 2-0, un’impresa epica

Argomento: Nazionale, Germania 2006 - Giuseppe L. @ 13:13 pm


Ieri Tardelli, oggi Grosso, Italia-Germania finisce in trionfo

Si, quando la scaramanzia non è mai troppa. Qualche post fa avevo criticato la nazionale paventando l’uscita in semifinale, ma anche implorando gli dei del calcio di smentirmi. Ci ha pensato, per la seconda volta, Fabio Grosso. Si era detto di tutto, la prova del nove, la finale anticipata, la fine o l’inizio del sogno, ma Italia-Germania è molto di più di una semifinale mondiale. Inevitabile pensare ai nostri connazionali lì residenti, che in questi casi diventano improvvisamente camerieri e pizzaioli “a tradimento”, ma anche impossibile non pensare ai precedenti, che ci vedono quasi sempre vincenti. La semifinale del 70 ormai è storia, come pure la finale dell’82. Italia-Germania è come Argentina-Brasile per il Sudamerica, l’idea stessa della competizione calcistica nell’immaginario collettivo europeo. Vincere questa partita è comunque un’impresa. E come per qualsiasi impresa che si rispetti, bisogna soffrire fino alla fine per poi lasciare andare l’urlo liberatorio sul terrazzino, in piazza, in ufficio, in macchina, in treno, ovunque, anche a Gaza. Si, perché solo il calcio poteva offrire a palestinesi e israeliani poco più di due ore di tregua in una guerra assurda. Abbiamo visto le immagini dei maxischermi nelle piazze di Gaza (RaiNews24) e ci siamo commossi. Giocate a pallone, non fate la guerra, verrebbe da dire.
->continua

July 1, 2006

A casa

Argomento: Germania 2006 - Matteo F. @ 23:11 pm


Lo spettacolo sugli spalti è finito…

…quello in campo non era mai iniziato.
I tanti fenomeni e palloni d’oro, incensati dalla stampa ignorante, non hanno regalato gioie, nemmeno una, per tutto il mondiale.
Da domani però tutti quelli che “io l’avevo detto” spunteranno fuori come funghi, anche se fino a ieri “il Brasile è il più forte, imbattibile e favorito“.
Scommettiamo?