Italia, squadra Materazzi

Stavolta ci salva un gol di Materazzi, appena entrato; Inzaghi torna in azzurro e mette il sigillo finale; Nedved si danna fino all’ultimo, il migliore
In occasione delle partite mondiali degli azzurri si fa di tutto per ricreare l’atmosfera dello stadio: raduni di piazza, invasioni a casa di amici ecc. con il rischio di non vedere la partita. Di non vedere, per esempio, che sullo 0-0 la Repubblica Ceca ci ha tolto il pallone e schiacciato nella nostra metà campo. O di non accorgersi che passiamo in vantaggio alla prima azione, che poi è un calcio piazzato, con un panchinaro appena entrato. Di non vedere che il migliore in campo nel primo tempo è il nostro portiere. Di non vedere, perché proprio non si vedeva, che Nedved e compagni per tutto il secondo tempo hanno giocato in 10! O magari di non pensare che quei due maldestri cucchiai tentati da un Totti imbarazzante, non siano stati “dovuti”, diciamo così, allo sponsor! Non è un bel vedere, bisogna ammetterlo, aldilà di ogni ipocrisia. L’unica cosa che si è vista bene, un bel vedere, è stata l’esultanza di Pippo Inzaghi. Lui è uno da Italia; uno che si è visto gli Europei da casa, si è allenato fino all’incoscienza, ha fatto di tutto per tornare titolare nel Milan e in Nazionale e alla fine ce l’ha fatta! Questo è il calcio che vogliamo, queste sono le passioni che ci devono unire, non le battute da truzzo tipo “pensa se je facevo er cucchiaio”!
Pippo Inzaghi è uno che è tornato con i fatti. Francesco Totti è uno che stiamo aspettando da una vita, sforzandoci di vedere il giocatore che vorremmo invece del giocatore che è. Probabilmente esiste un Italia mondiale, ma purtroppo non è lì in Germania. Se un allenatore fuori dagli schemi e dagli sponsor avesse scelto i calciatori alla Inzaghi, quelli che la voglia di giocare gli brucia dentro, avremmo la finale in tasca. Invece, con i Totti, i De Rossi, i Toni (anche lui, ahimé, stordito dagli ingaggi!) e i Camoranesi (ieri irritante!), faticheremo anche contro la modesta Australia (prima volta negli ottavi), magari 1-0 con gol di Pippo, andremo ai quarti dove, pensate che culo, incontreremo la Svizzera o l’Ucraina, faticheremo ancora di più, ma per il rotto della cuffia passeremo ed infine perderemo in semifinale contro una squadra seria. E si dirà, come sempre, che il mondiale avremmo potuto vincerlo, magari senza qualche presunto torto arbitrale, o imprecando contro la sfortuna e che l’Italia resta una delle 4 nazionali di calcio più forti al mondo. Credetemi, voglio essere smentito. Fra un paio di settimane sommergetemi di commenti, di insulti e di imprecazioni. Ma personalmente, oggettivamente, penso che calcisticamente parlando, ieri avrebbe meritato di vincere la squadra di Nedved (Pavel, se fossi in te crocifiggerei Bruckner sul ponte di Carlo IV a Praga!); inoltre vedo, sempre calcisticamente parlando, almeno 4, 5 squadre considerevolmente più forti di noi: nell’ordine, Brasile, Argentina, Inghilterra, Olanda, Svezia e Germania. Chiudo con un applauso a Pavel per quello che ci ha fatto vedere ieri: incursioni ficcanti, una pennellata di esterno per Barros, tiri che solo un Buffon in giornata, assalti all’arma bianca e, per una volta il fair play con Gattuso, che per ben 3 volte cerca di spezzargli una gamba. Lui gli restituisce il primo fallo, poi, lo lascia perdere saggiamente. Ma ancora più bello il siparietto con Buffon: il portierone gli ha appena parato un missile, lui va dal numero uno azzurro e gli dice “ma come hai fatto? Ti rendi conto?”; poi i due si stringono la mano e sorridono. Per Pavel Nedved era l’ultimo mondiale, l’ultima gara con la sua nazionale. Tutto questo su RaiUno ieri non si è visto.



L’Italia dei fenomeni è questa: tanti bei nomi di campioni, modello figurine, ma ben poca sostanza.
Totti, sono anni che lo dico, non è il campione che ci vogliono far credere i giornali e i dvd dell’edicola: il VERO campione, si vede proprio nei momenti più difficili, quando serve il guizzo, la giocata e soprattutto il carattere, non gli sputacchi e le gomitate.
Non voglio tornare troppo al passato e citare Maradona o Van Basten come esempi, però è facile fare colpi di tacco e cucchiai vari in campionato contro l’Empoli o la Reggina. Totti rimane un gran giocatore, ma il vero salto di qualità non l’ha ancora fatto…e mai lo farà.
Comment by Matteo F. — June 23, 2006 @ 18:47 pm
Beh, stasera (con l’Australia) è stato decisivo. Speriamo che la panchina di oggi gli abbia fatto recuperare un minimo di forma (non dimentichiamoci che torna da un infortunio abbastanza grave), per le prossime partite ci serve eccome (Del Piero è peggio di lui…).
Comment by SoloSamb — June 26, 2006 @ 21:06 pm