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May 26, 2006

Il padre di famiglia

Argomento: Serie A, Il Caso - Matteo F. @ 22:48 pm

Il Milan perde il suo giocatore più forte e quasi nessuno riesce bene a capirne i perchè veri di questa scelta. Shevchenko è stato il bomber dell’era moderna rossonera, in assoluto, più decisivo e prolifico di tutti gli altri attaccanti passati da Milanello: nessuno, anche in condizioni spesso non al top, è mai riuscito ad essere tanto importante e fondamentale nell’11 che andava in campo. Non si poteva prescindere da lui: gli altri 10 potevano, in qualche modo essere sostituiti, lui no. Inutile elencare quali e quante gare, da solo, ha deciso, nonostante la squadra alle sue spalle non fosse nelle migliori giornate. Nel calcio che stiamo vivendo, diciamo almeno gli ultimi 10 anni, nessuno, di nessun’altra squadra è stato così forte come lui, e per tutto questo tempo di seguito.

Lasciato però l’angolo “amarcord” di questo capitolo, passiamo ai perchè della sua partenza da Milano.

Credo che il discorso famiglia che ha tirato in ballo, sia parte della sua decisione di aprire la finestra della sua vita per cambiare aria, ma che non sia il motivo scatenante e ultimo. Riflettiamo. Tanti anni al Milan, tante vittorie (tutto), forse la scelta del Chelsea è sinonimo di nuovi stimoli, con un nuovo allenatore, nuovi compagni e con un nuovo ingaggio, ancora più alto di quello, già ben corposo, che percepiva in rossonero.

Tante cose messe assieme che non possono passare in secondo piano: aggiungiamoci anche la notte incredibile di Istambul, la semifinale di quest’anno col Barcellona, due scudetti persi per un niente (o forse per qualche telefonata!), per due anni di fila. Aria nuova, vita nuova.
Non si stupisca però il buon Sheva, se magari molti dei suoi, ormai ex, tifosi non crederanno alla favoletta del figlio che deve imparare l’inglese per poter sentire tutto l’amore del suo papà, o se, come ha giustamente ironizzato Fabio Ravezzani durante Calcio in Faccia, non finisca la carriera in Qatar, perchè tanto “non c’entra nulla il mio rapporto con allenatore, squadra e società e neppure i soldi“!

Buona fortuna allora, o meglio good luck!

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