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April 8, 2006

Giorgio Chinaglia vuole la Lazio

Argomento: Serie A, Il Caso - Mirko M. @ 00:25 am


Il presente e il futuro della Lazio?

Giorgio Chinaglia è tornato! La bandiera del club laziale ha ormai da tempo ufficializzato il suo sogno nel cassetto: l’acquisto della squadra del cuore. Ha recentemente assistito alle ultime gare dei bianco-celesti, alcune insieme agli ultras della curva, convogliando a sé le attenzioni e le “voglie” dei tifosi di riaverlo nella Lazio con il ruolo più importante, quello di Presidente. Per Giorgione non sarebbe la prima volta; si insediò sullo scranno più alto della società laziale nell’83, per mettere nome e leggenda al servizio della causa. Non bastò ad evitare la retrocessione alla Lazio che tornò in B.
Non è la prima volta che Long John cerca di rientrare nel calcio dopo l’infausta precedente esperienza; cinque anni fa con un gruppo di “facoltosi personaggi” tra i quali il finanziere Marco Russo, arrestato successivamente, acquistò il Foggia. L’avventura in terra dauna non fu prodiga di soddisfazioni né sotto il profilo sportivo (la squadra in C 2 si salvò all’ultima giornata, grazie all’acume del tecnico Bruno Pace), né sotto il profilo personale, infatti Chinaglia fu addirittura formalmente indagato nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto d Marco Russo (coinvolto successivamente anche nell’inchiesta “Telekom Serbia”), e di altre sette persone accusate, a vario titolo, di truffa, furto e riciclaggio. Secondo gli inquirenti, Chinaglia, insieme ad un’altra ventina di persone a cui fu notificato un avviso di garanzia, “sarebbe stato consapevole, nel periodo della sua presidenza, che i soldi impiegati da Marco Russo erano frutto di attività illecite”.

Per mero cenno di cronaca, le prime mosse tecniche del neo presidente furono l’affidamento della panchina ad Ignazio Arcoleo, reduce dalla retrocessione del Palermo e dall’esonero di Gualdo, poi retrocesso e la direzione sportiva ad un uomo di fiducia proveniente da esperienze ad Avezzano e Trapani.
La conclusione dell’esperienza foggiana la vogliamo ricordare con questo frammento della lettera con cui Giorgione si accomiatò dai tifosi: “l’ambiguità non è concime di cui si nutre il mio essere, né istinti di prevaricazione hanno mai albergato nel mio animo”.
Chinaglia ha provato poi ad acquistare il Lanciano e tutto lasciava presagire che il matrimonio in terra d’Abruzzo potesse finalmente concretizzarsi; questa volta ad accompagnare l’ex centravanti della Lazio nell’avventura abruzzese c’era la “Champions World”, societa’ che ha sede a New York e che si occupa dell’organizzazione di eventi sportivi (tra cui la Supercoppa italiana). Il 23 luglio 2004 le agenzie di stampa davano per definita l’acquisizione del Lanciano da parte del gruppo di cui facevano parte gli imprenditori Carlo Di Cosimo e Alessandro De Angelis, ma la trattativa è poi saltata quaranta giorni dopo. I motivi della rottura sembravano risiedere nella mancata ricezione di 1,5 milioni di euro, infatti il 28 agosto successivo, termine ultimo fissato dal presidente Riccardo Angelucci per l’accredito del bonifico non è stato rispettato. La cordata rappresentata da Giorgio Chinaglia doveva onorare l’aspetto economico di un accordo raggiunto già da molto tempo, ma in oltre un mese non si è riuscito a spostare una cifra relativamente bassa: cosa sono un milione e mezzo di euro rispetto a quanto paventato per la mega operazione per l’acquisizione della Lazio, che prevede un investimento oscillante tra i 300 ed i 500 milioni di euro?
A dare tranquillità e sicurezza ai tifosi della Lazio ci ha pensato lo stesso Long John in una recente conferenza stampa indetta per ufficializzare la volontà di acquistare la compagine calcistica. Pronunciandosi sul gruppo chimico europeo che lo dovrebbe accompagnare nell’operazione, ha affermato: “Queste persone non vogliono pubblicità - ha aggiunto - soprattutto perchè la Lazio è una società quotata in borsa, quindi bisogna fare le cose seriamente”.

E non possiamo che essere d’accordo con Chinaglia, infatti, stavolta non bisogna illudere i tifosi, desiderosi di rivederlo alla guida del club laziale, come non bisogna dimenticare quanto di buono ha fatto Lotito per il club bianco-celeste, se non proprio sotto l’aspetto delle simpatie catturate, ma indubbiamente sotto il profilo del bilancio economico, chiuso, sotto la sua gestione, con un attivo di 22 milioni di euro, cifra impensabile 15 mesi fa con una Lazio dilaniata dai debiti e vicina al fallimento e alla mancata iscrizione al campionato.
Nella disputa fatti – parole, l’attuale proprietario surclassa notevolmente Chinaglia, per aver dato concretezza ai progetti manifestati all’atto dell’insediamento, avendo assicurato la sopravvivenza del club sia sotto il profilo calcistico, sia sotto quello economico. Chinaglia invece potrebbe a breve “dichiararsi pronto” all’acquisto dell’ennesima squadra di calcio.

E chi l’ha detto poi che il nuovo sia necessariamente il meglio?

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