Cremonese-Avellino 1-0

La Cremonese vince col cuore e si rimette in gioco. Dellacasa, seconda vittoria di fila
Chiariamo subito: sul risultato finale pesa sicuramente la nostra giocata sull’Avellino… vincente! Non ce ne vogliano i tifosi irpini, e neanche quelli grigiorossi, ma a noi piace essere smentiti. Ad ogni buon conto la Cremonese butta il cuore oltre l’ostacolo e legittima la vittoria nella ripresa. Su un campo pesantissimo l’Avellino di mister Colomba cerca in tutti i modi di giocare palla a terra, ma alla fine deve arrendersi. Era quasi uno spareggio, non c’è che dire, almeno per i grigiorossi. Proprio nel momento in cui entrambe le squadre si rendono conto che il pareggio non serve e che l’equilibrio può essere violato da un momento all’altro, il jolly lo pesca Garzon, che riprende la ribattuta della difesa biancoverde e scaraventa in rete, con la forza della disperazione, un pallone imparabile anche per il bravo Cecere. Nella giornata in cui vince anche il Catanzaro, ma perde pure la Ternana del nuovo tecnico Caso, la Cremonese non perde l’ultimo treno ed ora in coda, dal Modena in giù nessuno può considerarsi tranquillo.
Dopo la vittoria di 5 giorni prima, nel recupero col Pescara, il morale della Cremonese è alle stelle. Dellacasa propone il suo solito 4-4-2: Iorio e Donadoni, che prova due volte l’autogol, fortunatamente senza successo, sono i centrali difensivi, l’ottimo Rossi a sinistra e Corallo a destra. Gli esterni di centrocampo sono Tabbiani a destra, buona gara la sua, Garzon a sinistra, sarà decisivo. Gatti e Carotti a fare gioco: molto nervoso il primo, costruttivo il secondo. Le punte, il monumentale capitan Carparelli ed il mobile Dedic. Risponde Colomba con un modulo speculare ed aggressivo. Davanti a Cecere i centrali sono Abruzzese e Masiello, ruvidi, ma efficaci. Sulla sinistra Sussi supporta la spinta di Millesi, a tratti spina nel fianco, mentre dall’altra parte Minieri e Vicari raramente danno l’impressione di giocare la stessa partita. Ma il punto di forza degli irpini è il centrocampo, soprattutto perché Monticciolo s’infortuna dopo 4 minuti e lascia il posto a Boudianski, che ben presto prende le redini del gioco ed affianca Albino, che parte bene, si spegne col passare dei minuti, su un campo a lui non congeniale. Di punta Biancolino, autore di un ottimo primo tempo, che ha il compito di fare da sponda ed innescare le giocate di Danilevicious, imprendibile fin quando gli reggono le gambe.
Sin dalle prime battute sono gli ospiti a mettere in chiaro le cose: vogliono vincere. Al 14° su cross dalla sinistra Biancolino schiaccia a botta sicura, ma Bianchi compie il primo miracolo della giornata respingendo sulla linea. La risposta dei padroni di casa non si fa attendere: Tabbiani vola sulla sinistra, mette in mezzo e sulla respinta Gatti tira di prima intenzione con palla a fil di palo. Tuttavia per la Cremonese i pericoli maggiori vengono dal suo centrale difensivo Donadoni, che al 21° tenta l’autogol di testa, ma Bianchi e la traversa rimediano. La pressione dell’Avellino produce qualche mischia, un tiro di Sussi deviato pericolosamente a fil di palo e poco più.
Nell’intervallo i due allenatori devono aver spronato le squadre: è evidente che il pari non serve a nessuno, occorre la vittoria. Aprono le danze Danilevicious e Bianchi. Al 5° il primo incorna un cross invitante di Millesi, il secondo gli risponde da campione. Probabilmente questo episodio, al culmine di un vero assedio, cambia l’inerzia della gara. Se fosse stato gol avremmo raccontato un’altra partita. La Cremonese infatti si scuote e ci mette il cuore. Il gioco latita, ma la grinta e la disperazione sopperiscono a lacune tattiche evidenti. Al 9° è Dedic ad incornare su cross di Donadoni: Cecere compie la sua unica parata del giorno. La pressione aumenta ed al 13° arriva il gol. Garzon, alla sua quarta segnatura stagionale, scaraventa in rete l’appoggio di Dedic facendo esplodere la gioia dei tifosi locali. Tutti i giocatori grigiorossi vanno a festeggiare dalla parte opposta a quella della panchina di Dellacasa, lasciato esultare da solo. Un segnale? Ad ogni modo i padroni di casa legittimano il vantaggio col passare dei minuti. Al 18° Carparelli, che per tutta la ripresa si rende protagonista di un prezioso lavoro di copertura, scappa via in contropiede, prodigioso il recupero in area di rigore di Abruzzese. Sulla ripartenza gli irpini sprecano l’occasione del pari: Danilevicious se ne va, punta centralmente la difesa, apre a destra per Vicari, il quale gli restituisce un bel pallone rasoterra, ma l’attaccante spara alto dal vertice destro dell’area piccola. In pratica è la resa. La spinta biancoverde si affievolisce col passare dei minuti, complice le energie spese per tutto il primo tempo, mentre il carattere dei padroni di casa ed il pubblico fanno il resto e blindano il risultato. Al 34° ancora Garzon, il migliore dei suoi col portiere Bianchi, affonda sulla destra, appoggia rasoterra per l’accorrente Dedic che a botta sicura centra il palo. Franco Colomba corre ai ripari inserendo prima Rastelli per Vicari, poi Savoldi per Millesi. Avellino con 4 punte dunque, ma proprio quest’ultima mossa lascia perplessi: la spinta di Millesi viene a mancare, mentre fatalmente le quattro punte finiscono per intasare gli spazi e facilitare i recuperi della difesa grigiorossa. L’ultimo sussulto lo offre Savoldi. Il figlio d’arte riprende l’ennesima respinta della difesa e tira: la palla sfiora il palo a Cecere battuto. L’Avellino resta invischiato, ma la sua prestazione lascia ben sperare, soprattutto su campi di gioco degni. La Cremonese può sognare, ma francamente il gioco cui s’affida è veramente povero. L’impressione è che quando il campo consentirà di onorare il gioco del calcio, il divario tecnico-tattico con le avversarie avrà il suo peso. Sabato prossimo arriva il Rimini, per un altro “spareggio”: consigliamo agli inservienti dello Zini, se non dovesse piovere, di inzuppare il campo, porta bene.



