Pistoiese e Pisa, quando la coerenza è tutto

Antonio Toma, esonerato dal Pisa, Stefano Di Chiara, esonerato dalla Pistoiese
Quando c’è coerenza c’è tutto!
Nel calcio spesso presidenti con poche conoscenze tecniche riescono ad ottenere eccellenti risultati utilizzando il buon senso, qualità che associata ad altre, ha permesso loro il conseguimento di ottimi risultati imprenditoriali. Ce ne sono altri che hanno capito tutto e per cui il calcio risulta essere una scienza esatta; beati loro che hanno in sé radicata la verità; l’ultima scoperta è che due più due fa cinque o tre e non quattro come ci hanno insegnato da sempre. Vi presentiamo i dirigenti di Pisa e Pistoiese, depositari di certezze che, per darci consapevolezza delle loro eccellenti qualità, hanno deciso di esonerare i due tecnici su cui avevano puntato e che, a loro volta, avevano avvicendato dopo poche partite altri colleghi.
Andiamo a ritroso ed esaminiamo la scelta iniziale di dar luogo al cambiamento del tecnico.
Pisa: Domenicali, oggettivamente riconosciuto tra i tecnici più preparati della serie “C”, reduce dalla miracolosa promozione con il Gela in circostanze proibitive e prossimo candidato ad una panchina cadetta, viene avvicendato e sostituito da Antonio Toma, reduce dai disastri di Taranto in serie inferiore e fautore di un fantomatico 4-2-4, nonché, particolare da non sottovalutare, sprovvisto di patentino. Esordiente in categoria, deve far nozze con i fichi secchi; a gennaio la società conduce la campagna acquisti sulla base delle sue indicazioni allo scopo di rendere realtà il suo calcio ultraoffensivo, ma l’alternanza della vittoria in casa e della sconfitta fuori non soddisfa il Presidente che lo esonera; a guardare la composizione della compagine del Pisa però, si può notare che probabilmente la squadra ha ottenuto ciò che merita sulla base delle potenzialità presenti in rosa e la scelta di non far giocare Edy Baggio all’inizio del campionato ha fatto il resto. Per la cronaca, la panchina nerazzurra è stata affidata a Mariani.
Pistoiese: dopo il discreto campionato dello scorso anno con una rosa però sovradimensionata rispetto al sesto posto finale, la dirigenza conferma Tedino e cede i pezzi pregiati Cascione e Valiani senza adeguatamente rimpiazzarli. La mancanza di risultati, unita a qualche infortunio di troppo, provoca l’esonero del tecnico e l’arrivo di Stefano Di Chiara, reduce dall’esonero di Legnano maturato nonostante il primo posto in classifica, la qual cosa comunque dovrebbe far pensare. La forte personalità del tecnico romano induce la società ad assecondare tutti i suoi desideri: arrivano il figlio Diego ed il “sempreverde” D’Ainzara direttamente dal Legnano che seguono il mister ovunque alleni, oltre ad una serie di giocatori da lui indicati. Per far comprendere il lignaggio e la competenza del tecnico, la dichiarazione spesso ripetuta che il figlio può giocare con tranquillità in categorie superiori serve a rendere l’idea (noi non ci sentiamo di concordare e crediamo al contrario che la serie “C” sia un generoso regalo per Di Chiara junior, ma indubbiamente siamo noi a sbagliare ed il tempo darà ragione al padre pigmalione). I risultati, però, sono mancati (due vittorie in 17 partite) ed i dirigenti hanno richiamato in sella il buon Tedino che al suo insediamento si è trovato una squadra diversa da quella lasciata ed oltremodo “irrobustita” dal figlio e dai “fedeli” di Di Chiara. Il compito che lo attende è indubbiamente arduo e per puro cenno di cronaca, Sciannimanico, nell’analoga situazione di Tedino, vissuta lo scorso anno nel Legnano capolista (dove allenò Di Chiara junior & C.) collezionò quattro sconfitte in sei partite.
COMPLIMENTI!!!




Ciccio tu hai ragione riguardo a di chiara ma tu lo hai preso nel culo riguardo al campionato della pistoiese!!!
20 punti in otto partite!!! o gufo!!!!!!!
Comment by marco — April 18, 2006 @ 16:14 pm