Svastiche allo stadio. Pisanu scopre l’acqua calda.

Dopo Roma-Livorno, che non è stata sospesa, disarmante conferenza stampa del ministro.
Ci risiamo. La curva resta zona franca per quanto riguarda il perverso connubio tifo-politica. Come al solito però, le istituzioni sono lontante da una qualsivoglia considerazione sensata della questione. Stavolta non si parla di episodi di violenza (e meno male), ma comunque di un reato ben preciso: apologia del nazismo; poco, a dir la verità, dovrebbe contare che esso sia stato commesso all’interno di uno stadio. L’accento dovrebbe cadere sul fatto, mentre per i mass media il problema continua ad essere il mondo ultrà e lo stadio. Meno male che ci pensa il ministro dell’Interno Pisanu, a ricondurre la questione nei giusti binari. “Si tratta” dice “di un gruppo di estremisti di destra che nulla hanno a che fare con il calcio”.
Sconcertante. E deprimente, forse. Si fatica qui, a trovare le parole per definire la scoperta del ministro: “un gruppo di estremisti di destra che nulla hanno a che fare con il calcio”. Risultato: 11 denunciati. Undici??? Si, undici. Innanzitutto desideriamo complimentarci col ministro per aver partorito una così arguta e profonda riflessione! Chissà quale lavoro d’intelligence ci sarà stato dietro tutto questo (leggere!)! Sono anni (per noi solo mesi, ahimé, ma andate a cercare con fiducia negli altri post) che si dice che nelle curve si annidano poche decine di imbecilli a fronte di migliaia di tifosi civili. Ricorderete che quest’annata calcistica, dal punto di vista legislativo, è stata caratterizzata dalle famose norme antiviolenza, più volte criticate in questo blog (esempio).
Secondo tali norme, in presenza di certe condizioni, vedi striscioni razzisti o offensivi, la gara andrebbe sospesa. Bene, qual’è stata la nostra prima e non unica critica? Che si andrebbe a ledere il sacrosanto diritto delle migliaia di persone civili, che per altro hanno pagato un biglietto, di assistere in tutta sicurezza ad uno spettacolo decente. Infatti, esattamente per questo motivo, il prefetto di Roma, Achille Serra, ha ritenuto opportuno, dimostrando serietà e buonsenso, di non sospendere la gara Roma-Livorno. Questo è il dovere delle forze dell’ordine e delle istituzioni democratiche. Garantire lo svolgimento delle manifestazioni ed allo stesso tempo la sicurezza dei legittimi partecipanti. Le dichiarazioni e purtroppo i decreti, del ministro Pisanu, vanno in tutt’altra direzione e rappresentano una clamorosa, oltre che contraddittoria, dichiarazione di impotenza ed inadeguatezza. Da un lato infatti, il ministro ammette palesemente che si tratta di pochi estremisti (conferma ne è la denuncia di ben 11 persone!) che nulla hanno a che fare con il calcio, dall’altro persevera nell’affermare che “d’ora in poi in presenza di striscioni neofascisti, le partite verranno sospese sempre!” Sconcertante, si diceva. Possibile che il ministro dell’Interno non sia in grado di proporre alternative? Come entrano, tanto per fare un esempio, questi striscioni e questi personaggi, negli stadi? Boh! Bel lavoro d’intelligence!
Meno male che siamo alla fine. Ormai Pisanu è un ministro in bianco e nero, inutile risulta anche la metafora calcistica dell’allenatore che non raggiunge gli obiettivi e dignitosamente si dimette… Speriamo vivamente che il prossimo ministro dell’Interno si occupi seriamente di ordine pubblico e non di calcio, curve ed ultrà.



Concordo in parte. Nello specifico concordo sulla questione striscioni che potrebbero essere controllati istanti prima dell’inizio della partita, ma non concordo sulla questione razzismo. Vedo bene la sospensione della partita in questo caso dato che vanno presi provvedimenti forti per contrastare un fenomeno VERAMENTE deplorevole. E’ un po come in Full Metal Jacket: il soldato palla di lardo mangia la ciambella e TUTTI i suoi compagni fanno le flessioni…
Comment by ABCcletta — February 3, 2006 @ 13:27 pm
Beh, a me pare che concordiamo. Il problema del razzismo negli stadi è grave e va affrontato efficacemente. La soluzione della sospensione della partita è però estrema e secondo me dovrebbero esserci una serie di passaggi in mezzo a tutela degli sportivi veri. Così, ammettendo il principio “palla di lardo”, secondo cui sbaglia uno pagano tutti, che per altro, non incontra i miei favori, si fa il gioco di quei pochi estremisti, che in questo modo si sentono legittimati e, al limite, possono decidere di far sospendere una partita. Penso che le istituzioni debbano essere in grado di proporre soluzioni quantomeno + appropriate. Intanto, come ho + volte sostenuto, occorre partire da una riflessione “sociologica” del fenomeno. La scuola, per esempio, potrebbe fare molto. Insomma, contesto il fatto che una soluzione meramente repressiva possa ottenere risultati significativi.
Comment by Giuseppe L. — February 3, 2006 @ 13:37 pm
La repressione pura non serve a un granchè, se non a fomentare ancora di più gli animi di questi personaggi, che forse non cercano altro.
Sospendere una partita per uno striscione mi sembra esagerato, anche se si tratta di razzismo e ideologie naziste come queste: io pago un abbonamento allo stadio o casa in pay-tv e devo ritornare un’altra volta volta allo stadio o peggio non poterla più vedere perchè 4 pirla hanno scritto con lo spray “Got mit Uns”…non sapendo neanche che si scrive GOTT (Dio in tedesco)??? Non esiste!!!
Hanno messo le telecamere ad alta definizione? E allora che le usino. Si prendono i 4, e li si condanna a X anni di galera o comunque li si tiene lontani dallo stadio, ma per anni, non alcune settimane, più una bella multa, più lavori gratuiti nel sociale o a rifare l’asfalto dell’autostrada a Ferragosto. Non basta scandalizzarsi ogni volta, parlarne 2 o 3 giorni, perchè “fa notizia”, e poi tutto come prima. I politici cosa cazzo ci stanno a fare? Solo a prendere lo stipendio? BASTA!
Comment by Matteo F. — February 3, 2006 @ 23:14 pm
Perfettamente daccordo. Le forze dell’ordine dispongono di mezzi e leggi per identificare e fermare i responsabili, a maggior ragione se si tratta di pochi imbecilli. Lo ha detto Pisanu, non il primo pirla… vabbè, quasi. Proporre la sospensione della partita equivale a dire, “dato che non sono in grado di garantire il regolare svolgimento dello spettacolo, mi spiace che avete pagato il biglietto, ma non si gioca più”. Vi rendete conto che si tratta della resa incondizionata delle istituzioni?
Comment by Giuseppe L. — February 4, 2006 @ 13:50 pm