Cellino esonera Ballardini… dov’è la novità?

Davide Ballardini, Massimo Cellino ed il nuovo tecnico rossoblu Sonetti
Ballardini esonerato? Dov’è la novità? Effettivamente a parte casi sporadici, come quelli di Ventura e di Mazzone che a Cagliari hanno avuto la possibilità di lavorare con una certa costanza, la gestione Cellino non brilla per collaborazioni continuative con i tecnici assunti. Ma non ci sorprende l’esonero in quanto tale, ci disorienta la facilità con cui un tecnico arriva in serie “A”, scala del calcio e quindi palcoscenico che, richiederebbe al contrario, svariate rappresentazioni nelle piazze più infime e disparate.
Ballardini prima di approdare al Cagliari, ha guidato per oltre un lustro le giovanili del Parma e per una stagione la Sambenedettese, compagine tra le più giovani anagraficamente della passata serie “C” con cui ha ottenuto un ottimo quarto posto finale. E’ balzato agli onori della cronaca perché quest’estate, la sua ex squadra, richiedeva al Cagliari una sorta di “buona uscita” per rescindere il biennale sottoscritto e liberare il tecnico; sono state riempite sul caso numerose pagine di giornali e l’epilogo è stato il mancato scioglimento del vincolo contrattuale e di conseguenza, la mancata possibilità per il giovane tecnico di partire in ritiro con la squadra sarda.
Sappiamo poi delle vicissitudini che hanno patito sulla panchina isolana Tesser prima ed Arrigoni poi, che hanno pagato, con l’allontanamento il primo e con le dimissioni il secondo, la confusione che regna nel club, prima di cedere lo scranno al tecnico tanto desiderato, che si era nel frattempo affrancato dai marchigiani. La permanenza di Ballardini sull’agognata panca cagliaritana è durata lo spazio di qualche settimana, il tempo di non raccogliere neanche una vittoria e di lasciare spazio a Nedone Sonetti, mister non di primo pelo e bruscamente allontanato proprio dallo stesso Cellino qualche anno prima: “L’esperienza di Sonetti ci salverà!” ha affermato il presidente mangia allenatori; meglio tardi che mai, aggiungiamo noi, augurando al Mister di portare serenamente in salvo squadra e panchina.
Ma la questione è: perché nel calcio non esiste gavetta? Perché ci sono allenatori che per un anno fatto bene, hanno costruito il castelletto di una carriera? Perché Mancini deve partire dalla Fiorentina in A? Perché Daniele Baldini inizia ad allenare da Empoli in serie A? E poi cosa hanno fatto? Perché Guidolin deve andare all’estero per trovare una panchina adeguata? Perché Zaccheroni è fermo da un po’ di tempo e non ha possibilità di rientrare? Manca la controprova, ma siamo certi che Zac e Guido avrebbero fatto peggio del Mancio? Interrogativi senza risposta. Fatto sta che questi allenatori sono arrivati in serie A dopo aver vinto svariati campionati nelle serie inferiori, quindi sulla base di risultati indiscutibili e grandi sofferenze in campi polverosi.
Dobbiamo constatare nostro malgrado che la competenza è un optional nel calcio: rabbrividisce però, che l’ignoranza regni a certi livelli, laddove i dirigenti dovrebbero far lavorare chi ne ha le credenziali, i mezzi tecnici e le qualità e non come accade nella normalità, chi magari ha nome e conoscenze importanti.




Ballardini è bravo (l’anno scorso ha fatto giocare molto bene una squadra abbastanza inesperta come la Samb di Canini, Cigarini, Amodio, Bogliacino ecc.), ma in effetti un po’ piu’ di esperienza non gli avrebbe fatto male. Io naturalmente speravo che se la facesse con la Samb, ma poi per questioni societarie quest’estate si era dimesso pur avendo un contratto fino al 2006. La Samb quindi non voleva perdere un bravo tecnico a costo 0 e aveva richiesto una buonuscita al Cagliari che aveva rifutato; senonché a fine agosto si risolve la questione societaria in casa Samb (con l’uscita di scena del procuratore e dirigente D’Ippolito) e dopo avergli proposto di tornare in sella alla Samb, il presidente libera Ballardini, che quindi dopo l’esonero di Tesser e la rinuncia di Arrigoni è libero di andare a Cagliari. Dunque male per noi, che avremmo fortemente gradito la permanenza di un allenatore bravo a San Benedetto (invece di cambiare 3 tecnici in pochi mesi: Ortega, Galderisi, Zecchini) e male per il Cagliari, che cambia due tecnici (Tesser e Arrigoni) prima di ottenere quello desiderato in estate (Ballardini), salvo accorgersi che forse non è pronto per la A e ripiegare sull’usato sicuro (Nedo Sonetti, che iniziò i suoi successi proprio qui a San Benedetto portando la Samb in B all’inizio degli anni ‘80). Che dire… auguro a Ballardini un’ottima carriera perché lo merita, ma gli consiglio di fare ancora esperienza e soprattutto scegliere piazze dove può crescere con calma (con Cellino di sicuro questo non è possibile…). Si dice comunque che l’anno prossimo, scaduto l’attuale contratto col Cagliari, si accaserà a Foggia; spero che non torni da avversario a San Benedetto perché mi dispiacerebbe molto, aveva proprio legato con l’ambiente l’anno scorso!
Comment by Sambalè — December 1, 2005 @ 18:06 pm