A Catanzaro Guerini sostituisce Buso: auguri!

Sergio Buso è stato esonerato all’indomani dello 0-0 contro l’Albinoleffe fuori casa

Vincenzo Guerini lo ha subito sostituito degnamente: 0-1 con la Ternana di Brini
“Non posso essere preoccupato per un eventuale esonero. Per me, sono più importanti la mia famiglia e le mie proprietà!”
Sergio Buso in prossimità del suo avvicendamento sulla panchina del Catanzaro, ha rilasciato questa dichiarazione e non ci sentiamo di dargli torto; se non altro da quando allena, a parte le esperienze da secondo di Ulivieri e Colomba, non ha mai terminato un campionato e quindi, avere come centro dei suoi interessi la famiglia e le proprietà, lo ha distolto dai non eccelsi risultati calcistici e lo ha aiutato ad accettare con filosofia il suo destino da plurisostituito.
Esonerato a Trento nel lontano 1994, esonerato a Bologna nel 1999 in serie A facendo perdere la scommessa a Gazzoni che definì Buso la “Treccani del cacio italiano”, esonerato in C 2 a Taranto nel 2000, dove effettuando il triplo salto all’indietro deluse anche Pieroni in una delle tante scellerate ed infauste decisioni del ds marchigiano degli ultimi anni. Feeling spezzato rapidamente con i Della Valle a Firenze che speravano con Buso di aver imboccato la strada giusta per poi scoprire con Zoff (che lo ha avvicendato) che non c’è limite al peggio.
Quest’anno poi Martino, cui non ha difettato il masochismo, accettando la direzione del Catanzaro ha imposto Buso (conosciuto ed apprezzato a Reggio come secondo) alla sua presidenza legandolo con un biennale ed il risultato è stato l’allontanamento di entrambi e l’impossibilità di impostare un lavoro a lunga gittata (si narra della rescissione di un contratto di cinque anni per il ds).
Nel giudicare un allenatore e definirne l’ingaggio non sarebbe male per un dirigente di “memoria corta” andare a consultare la carriera dei tecnici “papabili”. Qualora il curriculum sia popolato da retrocessioni e sostituzioni, perché non orientarsi su qualcun’altro? Ed in tal senso come leggere la scelta di affidarsi a Guerini? Fermo da due anni e non eccelso commentatore di Sky, nel suo recente passato, è reduce da un esonero maturato in Grecia alla guida del Panahaik (4 partite, 4 sconfitte), da una retrocessione sul campo maturata a Catania (gli etnei furono poi ripescati), da un subentro e successivo esonero a Siena, da una mancata promozione ancora a Catania in C 1, con una compagine assolutamente sovradimensionata per la categoria. Andando a ritroso, troviamo una serie di “perle” che vale la pena ricordare: esonero a Terni, esonero a Napoli, retrocessione ad Ancona ed un autentico miracolo calcistico al contrario, cioè i mancati play off alla guida della Spal dove subentrò a Discepoli che gli consegnò una formazione seconda in classifica per condurla con classe ed eleganza fuori dai play off (la differenza di media punti tra le due gestioni ha del clamoroso!) e beccarsi l’ennesimo esonero l’anno successivo dopo poche giornate sempre alla guida dei ferraresi.
In mezzo a tutto questo raccapriccio un paio di buone stagioni a Reggio Calabria ed a Piacenza.
Che Guerini aggiunga l’ennesima incompiuta alla sua carriera non ci coglierebbe impreparati, ci sfuggono invece i reali motivi che spingono la proprietà catanzarese a perpetuare scelte errate il cui epilogo è facilmente immaginabile; non paghi della stagione scorsa che ha prodotto pessimi risultati economici e tecnici, i dirigenti continuano a regalare delusioni ad oltranza ai tifosi calabresi dopo circa venti anni di anonimi campionati in terza serie e poi, una domanda ci tormenta dalla scorsa stagione: perché esonerare Piero Braglia, tecnico vincente che ha riportato il Catanzaro nel calcio che conta?



