![]()
Ronaldo e Kakà ascoltano i risultati dagli altri campi di Champions
250 milioni di euro di campagna acquisti non sono bastati al Real Madrid per arrivare almeno ai quarti di finale di Champions League. La stessa storia si ripete da 6 anni, a riprova del fatto che acquistare calciatori/figurine non serve a nulla, senza un progetto di squadra concreto.
Non si discute la bravura di Kakà e Ronaldo, ma da soli non possono far vincere una coppa così difficile, dove tutte le squadre scendono in campo per vincere e per giocare 95 minuti ad alto livello.
Il parallelo col Milan ha quasi dell’incredibile: non ha speso nulla o quasi per la campagna acquisti, ha tenuto giocatori troppo vecchi, senza rinnovare e ringiovanire la rosa e ha ottenuto il medesimo risultato del Real, da cui aveva guadagnato 80 milioni dalla cessione di Kakà.
Due storie diverse, di due grandi club, che hanno in comune una gestione, di questa stagione, poco equilibrata. Magari entrambe vinceranno i rispettivi campionati, ma di sicuro la Champions la meriterà la squadra che sarà meglio organizzata e fuori dal campo, dove ogni reparto lavora in armonia con gli altri.

Che futuro sarà per Ciro?
Gli allenatori, si sa, pagano sempre per le crisi delle squadre, per un semplice motivo: è più facile e meno costoso, cambiare un elemento del team, che rifondare una squadra intera.
Non ricordo però, nella storia recente del calcio italiano, un trattamento così poco professionale, al limite dell’imbarazzante, da parte della dirigenza e dei giornalisti: se nel secondo caso, siamo più abituati al maltrattamento da osteria dei giornalisti sportivi italiani, per il primo caso non ci sono scuse.
Nessuno della dirigenza bianconera ha mai difeso l’operato di Ferrara: l’apice di questa triste situazione si è raggiunta ieri sera, dove l’allenatore sembrava un ospite a bordo campo.
Ferrara avrà le sue colpe, però è un professionista e come tale va trattato, soprattutto a livello umano.

Agonismo in panchina come in campo
L’Inter è una squadra forte, non ha bisogno di lamentarsi di continuo, tirare in ballo complotti e portare la panchina in campo.
Adesso basta caro Mourinho, la sua tanto decantata professionalità dove l’ha lasciata? Sceneggiate, proteste, continue grida ad arbitri e assistenti di gara. Lo stesso show viene poi animato anche da tutti i suoi collaboratori, creando uno spettacolo nello spettacolo: di cattivo gusto.
Anche ieri, per la partita di Coppa Italia contro la Juve, insurrezione per un fallo di mano (involontario) nel primo tempo, ma poi non si dice nulla sulle sceneggiate e i tuffi del giovane Balotelli.
Coerenza e serenità sono i due fattori che mancano all’Inter per essere veramente invincibile. Tra un mese ritorna la Champions e lì questo circo, si sa, non è ammesso.

La dirigenza Juve: Blanc e Secco
Non è un bel periodo per la Juventus: dopo l’eliminzaione dalla Champions arriva anche la sconfitta, in casa, con l’ultima in classifica.
Il povero Ferrara si trova nella situazione di Leonardo un paio di mesi fa: non ha colpe se si ritrova con una squadra costruita un po’ alla leggera, dove si sono spesi tanti soldi ma in maniera poco lucida. Non si è rinforzato nei reparti dove c’era più bisogno, cercando di piazzare il colpo di mercato più che mirare chirurgicamente a sistemare i problemi.
Puntare su un allenatore giovane è sempre una scommessa, però lo si deve anche aiutare fornendogli strumenti adatti per poter lavorare: questo non significa comprare campioni e fenomeni come ha fatto l’Inter negli ultimi 20 anni, ma operare con maggiore umiltà e non pretendere che si possa vincere su ogni fronte immediatamente. Per creare un gruppo forte ci vuole del tempo, non siamo in un videogioco. Certo stiamo parlando di Juventus ma gli ultimi anni (serie B) avrebbero dovuto servire a capire i limiti economici e di “potere” di questo gruppo, che necessita di un periodo leggermente più lungo per poter tornare alla gloria passata, quella pre-triade per capirci.
Ritorno di Bettega? Penso sia una scelta tra le meno azzeccate, per i suoi trascorsi con Giraudo e Moggi e perchè è la solita mossa all’italiana del guardare indietro e mai avanti. Chiediamoci invece chi ha voluto spendere soldi per Amauri quando poi chi segna è sempre Trezeguet.
Alessio Secco è entrato alla Juve perchè figlio di un ex-dirigente, in qualità di addetto stampa.
Lascio a voi ulteriori considerazioni

3 anni di reclusione
La sentenza: “esisteva un sodalizio che mirava a modificare i risultati delle partite di calcio attraverso azioni fraudolente“.
La condanna:
Antonio Giraudo – 3 anni
Tiziano Pieri – 2 anni e 4 mesi
Tullio Lanese – 2 anni e 4 mesi
Paolo Dondarini – 2 anni (frode sportiva)
Aspettiamo che anche tutti gli altri fenomeni di questo circo vengano giustamente condannati: noi abbiamo guardato un campionato finto per 10 anni, adesso tocca a chi ha sbagliato, pagare per ciò che si è permesso di fare!

Ferrara e Del Piero attendono i sorteggi di Europa League
Settimana di coppa che non ha portato bene alla Juve: non raggiunge gli ottavi e perde anche in campionato. Disfatta totale contro il Bayern, dove c’è poco da aggiungere a quello già scritto e sentito ovunque. Nella giornata odierna di campionato, solo l’Inter è riuscita a non perdere, mentre Fiorentina, prima nel suo girone di Champions, e Milan, qualificato per il rotto della cuffia, lasciano i tre punti sul campo.
Questo ci insegna ancora una volta che combattere su entrambi i fronti ad alto livello è quasi impossibile: sarà un caso, ma non è la prima volta che succede dopo aver giocato in Champions League.
Tutto sommato le sconfitte di Milan e Juve, sono mitigate dal pareggio dell’Atalanta contro l’Inter, che guadagna solo un punto su chi insegue: per il bene del campionato, meglio così, sennò già prima di Natale sarebbe stato già tutto scritto e chiuso.
Venerdi 18 dicembre ci saranno i sorteggi di Champions: le italiane avranno poi due mesi per prepararsi e rimettersi in sesto.

Nazionale a me, Nazionale a te
Pazzini ha ragione e basta!
C’è poco da fare discorsi di integrazione o filosofeggiare sull’argomento: il signor Amauri sarà anche bravo a giocare, prende uno stipendio per giocare nella Juve ed è brasiliano.
Perchè mai dovrebbe giocare nella Nazionale italiana? Forse perchè per quella Carioca non è abbastanza forte? Così come è successo anni fa, con l’aiuto della grande mano di Moggi, per Camoranesi.
Ricordo un’intervista a Batistuta, proprio sull’argomento, quando Camoranesi stava “diventando” italiano, nella quale diceva che si deve fare il possibile per poter meritarsi la maglia della propria Nazionale e che la “scelta” di un altro paese d’adozione è solo una soluzione di comodo e da perdenti.

Henry usa le mani anche per applaudire
Sono un fan della tecnologia in tutte le sue espressioni, la trovo affascinante e spesso utile a farci fare meno fatica nella vita di tutti i giorni, a semplificare complicati processi di lavoro e negli ultimi anni anche protagonista di oggetti belli a vedersi.
Al tempo stesso sono fan delle regole del calcio così come sono state scritte all’origine di questo gioco e sono sempre poco incline ai cambiamenti che possano rovinarlo. Ma fino ad un certo punto.
Bisogna fare una considerazione fondamentale: la velocità di gioco, fino almeno a metà degli anni ‘80, non è quella che c’è adesso. I giocatori sono più veloci, più forti fisicamente, più furbi e il fuorigioco lo fanno ormai tutte le squadre. Un arbitro e due guardalinee non bastano più da tempo ormai.
Non so se sia meglio avere altri due assistenti di gara dietro le porte o ricorrere alla moviola in campo, però una soluzione deve essere introdotta, subito. Non deve più accadere una situazione come quella di Francia-Irlanda, perchè qui non si parla più di una squadra più forte di un’altra o del bel gioco e della gran parata, ma di una svista che permette ad una squadra di giocare i mondiali l’anno prossimo e di un’altra che se li guarderà in tv.
Ogni partita è importante, tutte valgono 3 punti o il passaggio del turno e non è possibile che un errore umano, possa determinare così drasticamente le sorti di una squadra o di una stagione intera.
Gli arbitri non sono dei robot e non possono vedere tutto nel momento in cui succede: ormai serve un aiuto esterno, diamoglielo e la smetteremo di discutere su episodi come questo.

FC Rubin Kazan in festa al Camp Nou
Emozioni a non finire in questo primo giro di Champions League, dominate dalla volontà delle squadre di vincere oltre ogni pronostico. La partita di Barcellona la dice lunga sull’importanza delle motivazioni di un gruppo, che riesce, a superare i campioni d’Europa, senza neanche troppo affanno, a pareggiare in casa dell’Inter e ritrovarsi, per ora, in testa al girone.
Grande vittoria anche della Fiorentina che dimostra completamente di essere una squadra adulta: Prandelli, grande uomo di intelligenza calcistica, riesce sempre a far esprimere bel gioco e ottenere bei risultati, sia in coppa che in campionato. Molte squadre, sotto di 1 goal sarebbero sprofondate, soprattutto giocando in trasferta: i Viola hanno alzato la testa e schiacciato il Debrecen con classe e bel gioco. L’equazione è semplice: squadra giovane, tanta motivazione.
Quello che è riuscito alla Fiorentina, non è ancora accuduto all’Inter, che, ad oggi, è ultima in classifica in un girone che il presidente Moratti ha definito “difficile”. Ora, siamo onesti, con tutto il bene, possiamo anche dargli ragione, però dopo che si spendono, ogni anno, milioni di euro per campagne acquisti, si hanno in rosa 25 giocatori stranieri fenomeni, il tifoso medio, quantomeno, si aspetta di lottare ad armi pari con le grandi d’Europa. Il girone sarà anche duro, ma Rubin e Dynamo non sono certo Inter e Barcellona. Mourinho dice che a Kiev sarà più facile: vedremo, perchè ormai mancano solo 3 partite alla fine del girone e non ci sono più scuse.
Il Milan vince a Madrid e fino a due anni fa poteva essere una notizia normale. Oggi invece, visto l’avvio di stagione oscuro, risulta un’impresa. Non lo è e vi spiego il perchè. Il Milan ha venduto Kakà e ha fatto una campagna acquisti piuttosto scarsa, ma, tornando alle motivazioni, rimane una squadra quasi imbattibile. Nella prima parte di stagione ha fatto poco, non perchè i giocatori fossero scarsi, nè perchè Leonardo sia incapace, ma la voglia di fare bene era sempre rimasta negli spogliatoi. Adesso si tratta di usare lo stesso spirito in tutte le partite.
Bene anche la Juve che è sulla buona strada per arrivare agli ottavi.

Ma chi ha sbagliato?
Il povero Leonardo si è trovato di colpo tra l’incudine e il martello, con una dirigenza che ha fatto scelte di mercato più economiche, che tecniche, e allo stempo tempo, ha deciso di non cedere i pezzi vecchi, ma ancora appetibili da altre squadre (Pirlo su tutti), e continuare con un gruppo che ormai è stato spremuto fino all’osso.
Hanno vinto tutto quello che c’era da vincere: coppe, scudetti, e mondiali, guadagnano tanto, troppo. A livello puramente umano, che stimoli potrebbe avere un calciatore trentenne che ha già attraversato il periodo migliore della sua carriera?
Io penso davvero pochi. Forse si sarebbe dovuto fare una bella pulizia e ripartire da giovani (Abate) che hanno la voglia e la forza di correre 90 minuti dietro i sogni, che ormai, con tutto il rispetto, i senatori non hanno più.
Che rimanga Leonardo, ha forza, coraggio e tanta voglia di fare bene, a casa le statue di sale che vanno in campo.